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 2026  maggio 22 Venerdì calendario

Dalla Borsa 75 miliardi per SpaceX Musk trova il tesoro nello Spazio

Colonie su Marte, miniere sugli asteroidi, parchi fotovoltaici sulla Luna. Il prospetto di quotazione in Borsa di SpaceX sembra un romanzo di fantascienza con un protagonista, Elon Musk, che ha per missione «evitare che gli umani facciano la fine dei dinosauri». E invece, il documento di 200 mila parole è la base per la maggiore ipo di sempre. SpaceX punta infatti a raccogliere 75 miliardi di dollari a Wall Street, spuntando una valutazione di almeno 1750 miliardi. La procedura di sbarco dovrebbe iniziare nella seconda settimana di giugno, consentendo a SpaceX di battere sul tempo i due giganti dell’intelligenza artificiale, OpenAi e Anthropic, che pure si preparano ad approdare alla Borsa di New York in autunno.
Se andrà in porto secondo le previsioni, l’operazione SpaceX renderà Musk il primo «trilionario» della storia, patrimonio che potrà ulteriormente aumentare se SpaceX raggiungerà obiettivi come l’installazione di data center nello Spazio, l’invio di un milione di coloni su Marte e una capitalizzazione superiore ai 7500 miliardi. Ambizioni e numeri cosmici che si confrontano con dati di bilancio molto più terrestri. SpaceX ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 33% a 18,7 miliardi e con un rosso in aumento a quasi 5 miliardi. Per un confronto, Tesla – che in Borsa «solo» 1300 miliardi – ha generato lo scorso anno un fatturato di 95 miliardi e utili per 3,8 miliardi. La maxi-valutazione attesa per SpaceX si basa però sulla convinzione che Musk riesca davvero a trasformare il gruppo in un colosso del mercato spaziale che, secondo il prospetto, arriverà a valere 28.5oo miliardi.
Più che sul turismo spaziale e sulla colonizzazione spaziale, ciononostante, oggi SpaceX sta investendo soprattutto nella (rin)corsa all’intelligenza artificiale attraverso la controllata xAI. Le perdite registrate dalla società negli ultimi 12 mesi sono infatti tutte dovute ai 12 miliardi di spese su componenti e chip per l’Ai che hanno più che compensato i profitti generati dai satelliti Starlink e dai lanci spaziali dei razzi Falcon 9 e Starship. Ma stanno iniziando fruttare: Anthropic ha stretto un accordo per utilizzare i data center Colossus di SpaceX a cui lo sviluppatore di Claude pagherà 1,25 miliardi al mese di qui al maggio 2029 per un totale di 45 miliardi in tre anni.
Il prospetto fa luce anche sulla struttura azionaria di SpaceX che prevede due classi di azioni, A e B. Le seconde attribuiscono 10 voti ciascuna e sono in larghissima parte in mano Musk che, pur possedendo il 12,3% del capitale ordinario di SpaceX, deterrà l’85% dei voti in assemblea. Ciò lo renderà di fatto impossibile da licenziare: Musk potrà infatti essere rimosso dall’incarico di ceo di SpaceX solo con il voto favorevole della maggioranza delle azioni di classe B. Cioé di se stesso.
Non a caso, dalle 37 pagine dedicate ai rischi della quotazione emerge che il pericolo principale per SpaceX è proprio la dipendenza da Musk che, grazie alle azioni a voto speciale, è arbitro dei destini della compagnia. Ciò espone il gruppo al pericolo che l’imprenditore assuma decisioni non solo sbagliate ma anche in conflitto di interesse, avendo Musk altre iniziative per le mani. Prova ne sia che SpaceX ha acquistato da Tesla Cybertruck per 131 milioni a prezzo di mercato e che nel 2026 ha deciso di comprare xAi per 250 miliardi, rilevando anche le sue enormi perdite.