Corriere della Sera, 22 maggio 2026
Trump: 5000 soldati in Polonia
Il presidente Trump ha annunciato all’improvviso ieri sera sul suo social Truth che manderà altri 5.000 militari in Polonia. La settimana precedente i polacchi avevano saputo della sospensione dell’invio di una brigata (circa 4.000 soldati) nella normale rotazione di 9 mesi sul loro fronte orientale della Nato, e il Pentagono e il vicepresidente J.D. Vance avevano annunciato che si trattava solo di un «ritardo» temporaneo nell’ambito di una revisione del numero di soldati Usa in Europa. I 5.000 «addizionali» soldati sembrano dunque essere quelli che erano stati sospesi, anche se questo non viene chiarito nel messaggio di Trump. In un briefing con funzionari della Difesa di Varsavia, poco prima, i giornalisti polacchi non avevano ricevuto alcun annuncio in proposito. Il Pentagono ha invece annunciato martedì scorso che le brigate di combattimento americane in Europa saranno ridotte da 4 a 3. Il comandante supremo alleato in Europa, il generale dell’aeronautica statunitense Alexus G. Grynkewich, ha parlato di una riduzione di 5.000 soldati. Alcuni seguaci di Trump sui social vedono l’annuncio come la realizzazione della promessa del presidente di rimuovere 5.000 soldati dalla Germania, anche se al governo di Berlino un annuncio formale non è ancora arrivato. «Se i nostri soldati devono stare in Europa, la Polonia è il posto per loro!» scriveva ieri sera l’influencer di destra Nick Sortor. La Polonia è definita «alleato modello» dal Pentagono, perché spende il 4,7% del Pil per la Difesa. Trump aveva già ventilato la possibilità di spostare soldati dalla Germania alla Polonia, prima di partire per la Cina. E su Truth ieri ha scritto: «Sulla base della elezione del presidente polacco Karol Nawrocki, al quale sono stato orgoglioso di dare il mio endorsement e del nostro rapporto, sono felice di annunciare che gli Stati Uniti invieranno altri 5.000 militari in Polonia». Ieri il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha detto che Berlino è pronta ad assumersi le «responsabilità di leadership» nella Nato e che vuole raggiungere prima possibile l’obiettivo di spesa del 5% per la Difesa.