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 2026  maggio 21 Giovedì calendario

Bullismo, 4 su 10 l’hanno subito almeno una volta

Allarme bullismo tra gli adolescenti: quasi quattro su dieci dichiarano di averlo subito almeno una volta, un dato in forte crescita rispetto soltanto a un anno fa. La fotografia di un disagio profondo, che spinge tanti giovanissimi a rivolgersi all’Intelligenza artificiale, non sentendosi capiti da quella umana, emerge dal nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile, presentato ieri a Roma, in occasione della Maratona Bullismo 2026, promossa dall’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, in collaborazione con l’agenzia Adnkronos. In sintesi, il 38% degli adolescenti intervistati dichiara di aver subito almeno una volta episodi di bullismo, un dato in crescita rispetto al 34% dello scorso anno, si legge nel Rapporto. Parallelamente aumentano ansia e insicurezze personali: il 41% dei giovani riferisce di vivere ansia da inadeguatezza, il 30% prova vergogna per il proprio corpo e il 25% racconta un persistente senso di vuoto. E ancora: un adolescente su cinque ha pensato almeno una volta di farsi del male o di non voler vivere, mentre il 31% dei ragazzi afferma di sentirsi più compreso dall’Intelligenza artificiale che dalle persone.
Anche il bullismo cambia forma. Le aggressioni fisiche rappresentano oggi una quota residuale del fenomeno (3,96%), mentre la forma di sofferenza più diffusa diventa l’esclusione sociale, indicata dal 16,67% degli studenti. «Il fatto che oggi le aggressioni fisiche rappresentano una quota residuale del fenomeno è un segnale incoraggiante e dimostra che anni di sensibilizzazione, prevenzione e lavoro nelle scuole stanno producendo risultati importanti – dichiara Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile –. Allo stesso tempo, però, non possiamo abbassare la guardia. Il disagio giovanile sta cambiando forma: cresce una sofferenza più silenziosa e invisibile, legata all’identità, all’autostima e alla difficoltà di sentirsi accettati. Oggi molti ragazzi apparentemente stanno bene, ma interiormente vivono ansia e fragilità profonde. La vera sfida educativa – avverte Massaccesi – sarà imparare a riconoscere per tempo questi segnali emotivi prima che si trasformino in forme di disagio ancora più gravi in futuro».
Infine, particolarmente preoccupante il dato del Rapporto relativo alla richiesta di supporto: il 47% dei giovani dichiara di trovare difficile chiedere aiuto e il 43% percepisce gli adulti come distanti. Una sfida che coinvolge direttamente le famiglie e la scuola.