il Fatto Quotidiano, 21 maggio 2026
Corte dei conti: Mattei verso il ritiro
Il braccio di ferro tra la magistratura contabile e Palazzo Chigi si chiude con un inaspettato silenzio che sa di resa. Dopo il parere pesantemente negativo del Consiglio di presidenza della Corte dei conti, da Meloni&C. non è arrivata la “forzatura”: la nomina di Marco Mattei è ufficialmente finita su un binario morto. Fonti di governo spiegano che è assai “probabile” il ritiro della candidatura del ginecologo. A differenza di quanto accaduto con Raffaele Borriello, agronomo e fedelissimo del ministro Lollobrigida che era stato “paracadutato” in magistratura nonostante le perplessità dei tecnici, questa volta Meloni ha preferito non tirare dritto. Il clamore mediatico sollevato dal Fatto e l’offensiva delle opposizioni hanno convinto la premier che il prezzo politico del bis sarebbe stato troppo alto. Aprire un nuovo fronte di scontro frontale con la magistratura contabile e il Quirinale per la nomina di un medico a giudice contabile sarebbe stato un suicidio d’immagine.
Mattei, ginecologo di formazione ed esponente storico della destra romana, resterà dunque al suo posto come capo di Gabinetto al ministero della Salute. La Meloni sceglie la via della prudenza, lasciando il suo fedelissimo nel “porto sicuro” di Lungotevere Ripa e rinunciando a trasformare la Corte dei conti nell’ennesimo ufficio di collocamento per fedelissimi di partito. Per Mattei il sogno della toga sfuma davanti alla ragion di Stato; per il governo è un raro momento di ritirata strategica sotto i colpi del “no” tecnico e dell’opportunità politica.