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 2026  maggio 21 Giovedì calendario

Everest, 274 alpinisti in vetta lo stesso giorno. Mai così tanti dal Nepal

Ieri, mercoledì 20 maggio, un numero record di 274 alpinisti ha raggiunto la vetta dell’Everest. Lo ha dichiarato un funzionario addetto alle spedizioni. Si tratta del numero più alto di scalatori mai registrato nella stessa giornata sulla cima più alta del mondo, se si conta soltanto chi è salito dal versante nepalese. Surclassato nettamente il precedente primato, uno degli innumerevoli record di affluenza “turistica” stabiliti nell’ultima estate pre-covid, capaci di resistere per qualche stagione, ma che ora stanno cadendo come mosche, sotto la scure dell’overtourism, più forte di guerre e crisi petrolifere. Quasi a riproporre il dilemma quasi amletico... Se l’exploit – perché di questo si tratta, sportivamente parlando – sia da esaltare e da emulare; o se invece debbano prevalere le tesi di chi – lo stesso governo di Katmandu ci sta provando – sta cercando di arginare un boom che trasforma la via di accesso al tetto del mondo in un cammino sovraffollato e sommerso di immondizia. Con inevitabili danni per l’ambiente, e incremento esponenziale del rischio per gli stessi alpinisti.
Alto 8.849 metri, l’Everest si estende a cavallo del confine tra il Nepal e la regione tibetana della Cina e può essere scalato da entrambi i lati. Gli operatori che organizzano le spedizioni himalaiane hanno però confermato che, quest’anno, non ci sono alpinisti sul versante tibetano poiché le autorità cinesi non hanno rilasciato alcun permesso per questa primavera, a quanto è dato sapere in seguito a un controverso show pirotecnico allestito da un noto brand canadese dell’abbigliamento da montagna.
Rishi Bhandari, segretario generale dell’Associazione degli operatori di spedizione del Nepal, ha dichiarato giovedì che il record è paragonabile al precedente primato di 223 ascensioni dal versante nepalese, registrato il 22 maggio 2019.
"Questo è il numero più alto di scalatori in un solo giorno finora”, ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters Bhandari, aggiungendo che il numero potrebbe aumentare poiché alcuni scalatori che hanno raggiunto la vetta potrebbero non aver ancora informato il campo base della loro impresa.
Il record che ancora resiste
Come detto, non si tratta di primato assoluto. Guinness World Record attesta, sul suo sito web, che sempre nel maggio 2019 – ma si parla del giorno successivo, il 23 – sull’Everest salirono – sommando versante nepalese e versante cinese – 354 alpinisti. Nella pagina si parla del 22-23 maggio come di una finestra meteo favorevole capace di indurre un gran numero degli alpinisti presenti al campo base a tentare l’ascesa con successo. Più che verosimile che la stessa situazione si sia creata in queste ultime ore. E la chiusura del versante Nord ha fatto il resto, dirottando al campo base nepalese alcuni degli scalatori che avrebbero voluto provare il versante tibetano, da dove nelle migliori giornate di altissima stagione, come è il mese di maggio, salgono – come confermato dallo stesso Bhandari, oltreché dal primato del 2019, anche più di un centinaio di scalatori.
Il record è ancora ufficioso e la cifra potrebbe anche essere superiore. Imal Gautam, funzionario del Dipartimento del Turismo di Katmandu, ha dichiarato di aver ricevuto informazioni preliminari secondo cui oltre 250 persone avrebbero scalato la vetta mercoledì.
"Aspettiamo che gli scalatori tornino, ci forniscano fotografie e altre prove a sostegno della loro ascensione e che vengano rilasciati loro i certificati di scalata”, ha detto Gautam. “Solo allora saremo in grado di confermare i numeri”.
494 permessi per 2026, nonostante tutto
Quest’anno il Nepal ha rilasciato 494 permessi per scalare l’Everest quest’anno, ognuno al costo di 15.000 dollari.
Gli esperti di alpinismo criticano spesso il paese himalaiano per aver permesso a un numero così elevato di scalatori di raggiungere la montagna, il che a volte causa ingorghi pericolosi o lunghe code nella cosiddetta zona della morte sotto la vetta, dove il livello di ossigeno naturale è pericolosamente inferiore a quello necessario per la sopravvivenza umana.
Il Nepal ha riconosciuto i rischi derivanti dalla congestione e dall’inesperienza degli scalatori, introducendo e programmando per le stagioni future controlli più severi, come il requisito minimo di aver scalato almeno un 7mila nepalese, e tariffe più elevate.
Lukas Furtenbach, della compagnia austriaca Furtenbach Adventures che storicamente organizza e assiste spedizioni himalaiane, e che al momento ha 40 scalatori nei diversi campi base, in attesa di salire, è di diverso avviso. “Se le squadre hanno abbastanza ossigeno, non è un grosso problema”, spiega da il campo base. "Abbiamo montagne nelle Alpi come lo Zugspitze (la più alta vetta tedesca, Baviera, Alpi Calcaree Nordtirolesi, 2.962 m, n.d.r.) dove arrivano 4.000 persone in vetta ogni giorno. Quindi 274 non è un numero elevato, considerando che questa montagna è 10 volte più grande.
Nel frattempo, con quasi 500 alpinisti in azione nella “climbing season” primaverile – aprile e maggio –, che considerando sherpa e personale di supporto equivale a dire un migliaio di persone in vetta, si moltiplicano i primati. È di pochissimi giorni fa la notizia del doppio record, maschile e femminile – di numero di arrivi in cima all’Everest per singoli alpinisti. Lo hanno fissato – manco a dirlo – due alpinisti-sherpa locali. Kami Rita Sherpa, 56 anni, ha limato il suo stesso record, salendo in cima per la trentaduesima volta, a 32 anni dalla prima ascesa, avvenuta nel 1994. Da allora, l’uomo si è ripresentato a quota 8.849 metri tutti gli anni, con le eccezioni del 2014, del 2015 e dell’immancabile 2020. A livello femminile, Lhakpa Sherpa, 52 anni, si è portata a quota 11, come nessun’altra. La “Regina della montagna”; come è chiamata nel suo Paese aveva compiuto l’exploit per la prima volta nel 2000, e a quel tempo era l’unica donna nepalese ad aver raggiunto la vetta.