corriere.it, 21 maggio 2026
Farage, il misterioso donatore e i 5 milioni (nascosti) in criptovalute
Finirà sepolto sotto una montagna di criptovaluta? L’inarrestabile – finora – carriera di Nigel Farage, il leader della destra populista britannica, potrebbe essere a rischio dopo le rivelazioni sulle donazioni milionarie ricevute, in cripto – e la conseguente inchiesta parlamentare che è stata lanciata.
L’attenzione dei media britannici è sempre più focalizzata sulla vicenda, con il Financial Times che dedica oggi l’editoriale allo scandalo. Il merito però va al Guardian, che una settimana fa ha scoperto come Farage avesse ricevuto una elargizione di ben 5 milioni di sterline (quasi 6 milioni di euro) da parte di un misterioso miliardario inglese, Christopher Harborne, che vive in Thailandia da oltre vent’anni.
Il problema è che Farage si è messo in tasca quei soldi due anni fa, proprio alla vigilia delle elezioni che lo avrebbero portato per la prima volta in Parlamento, ma non ha dichiarato nulla, come invece sarebbe stato tenuto a fare.
Il leader populista si è difeso dicendo che si sarebbe trattato di un regalo strettamente personale e dunque di non essere obbligato a registrarlo fra le cose di interesse politico: ma ha più volte cambiando versione, prima sostenendo che tanta munificenza serviva ad assicurare la sua «sicurezza» per il resto della sua vita, poi asserendo che si trattava di un «premio» per 27 anni di campagna a favore della Brexit.
La realtà sembra però diversa, se è vero che poco dopo il «regalone» Farage si è comprato una casa per 1,4 milioni di sterline (1,6 milioni di euro) e ha avviato la costosa ristrutturazione di una sua altra proprietà, mentre la sua compagna, la francese Laure Ferrari, ha acquistato una casa del valore di circa un milione di euro, non si sa bene con quali fondi.
Ma le coincidenze vanno oltre i movimenti del mercato immobiliare. Il magnate Harborne è un investitore in criptovalute ed è il maggiore finanziatore di Reform, il partito di Farage: da solo, ha contribuito per i due terzi ai quasi 20 milioni di donazioni ricevute l’anno scorso da Reform. Solo ad agosto, Harborne ha sganciato un assegno di circa 10 milioni di euro, la più grande donazione politica mai fatta da un singolo individuo. E, guarda caso, Farage è diventato un cripto-entusiasta e ha promesso che, una volta al governo, lancerà una deregulation per fare del Regno Unito una sorta di hub mondiale delle criptovalute (il tutto ricorda molto da vicino interessi e affari di Donald Trump).
La commissione parlamentare che si occupa degli standard politici ha però deciso di vederci chiaro e ha lanciato un’inchiesta formale: se Farage venisse giudicato colpevole di violazione delle regole, potrebbe scattare la sospensione da deputato e l’avvio di una elezione suppletiva per sostituirlo.
In Gran Bretagna in passato ci sono state carriere politiche rovinate per pochi spiccioli, figuriamoci per una cascata milionaria di criptovaluta.
Tra l’altro, va detto che l’astro di Farage si è di recente un po’ appannato. È vero che ha vinto le elezioni amministrative di inizio mese, ma non ha stravinto: la proiezione nazionale del voto lo dà attorno al 26%, in calo dall’oltre 30% di cui veniva accreditato mesi fa. E un ultimissimo sondaggio lo vede perdente in un eventuale confronto con Andy Burnham, il sindaco laburista di Manchester che potrebbe prendere presto il posto di Keir Starmer come premier. Una parabola discendente, quella di Farage, che potrebbe concludersi con uno schianto.