Corriere della Sera, 21 maggio 2026
Il piccolo Vietnam e il fiato del Dragone
Il povero Xi Jinping non può mai stare tranquillo. Non solo perché ultimamente deve srotolare tappeti rossi ai leader del mondo che lo vanno a trovare o a rendergli omaggio. È che anche il vicino Vietnam gli dà dei pensieri: contraddizioni in seno a Paesi comunisti. Il governo di Hanoi sta portando a termine la realizzazione, iniziata nel 2022, di basi militari in 21 tra barriere coralline, secche e banchi di sabbia nel Mare Cinese Meridionale. In particolare, nell’arcipelago delle Isole Spratly, area di mare dalla quale si stima passi un terzo del traffico mondiale di navi commerciali. Il fatto è che Pechino asserisce di avere la sovranità sul 90% del Mare Cinese Meridionale e sulla totalità delle acque delle Spratly: anche se un arbitrato internazionale le ha dato torto, vi ha costruito nello scorso decennio un potente sistema di basi militari. Il think-tank londinese Chatham House ha riportato un calcolo dell’Asia Maritime Transparency Initiative (Amti) secondo il quale il Vietnam ha dragato oltre 13 chilometri quadrati alla data del marzo 2025: oggi ha probabilmente già superato i 19 dragati dalla Cina. Immagini satellitari indicano che, come Pechino, Hanoi sta costruendo piste d’atterraggio, depositi, porti, postazioni d’artiglieria, reti di trincee. Gli analisti considerano difensiva l’espansione vietnamita, per evitare che la Cina imponga il suo dominio sull’area. Pechino ha tracciato sulle mappe la Linea dei Dieci Trattini (Ten-Dash-Lane) la quale vorrebbe indicare che quasi tutto il Mare Cinese Meridionale è di suo controllo (linea invalidata da un arbitrato internazionale che Pechino non intende rispettare). Con ciò, sovrapponendosi alle Zone Economiche Esclusive di Indonesia, Malesia, Brunei, Filippine, Taiwan oltre che del Vietnam. Hanoi ha un rapporto teso con Pechino sin dalla guerra del 1979 tra i due Paesi lanciata dalla Cina. Storicamente, nonostante faccia parte della cosiddetta Sinosfera, non si può dire che il Vietnam coltivi un’amicizia tra compagni con la Cina Popolare: cerca di proteggersi dal fiato del dragone, pesante soprattutto dopo l’abbandono di Saigon da parte degli Stati Uniti nel 1975. La sfida cinese nelle Spratly non interessa però solo il Vietnam: tutti i Paesi costieri dell’area hanno dispute con le pretese di Pechino. Il povero Xi non può pensare solo a Taiwan.