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 2026  maggio 21 Giovedì calendario

Non mettiamo il cuore sotto troppa pressione

Secondo i recenti dati del Progetto Cuore promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha come obiettivo il monitoraggio dei valori di pressione arteriosa della popolazione italiana, il 37% degli uomini e il 23% delle donne ha la pressione arteriosa elevata (uguale o superiore ai 140/90) o perché non trattata o perché trattata con farmaci non adeguati a mantenerla entro valori di normalità. In un Paese nel quale ogni anno si registrano oltre 220 mila decessi per malattie cardiovascolari ci si attenderebbe una maggiore attenzione ai fattori di rischio, dalla pressione alta al controllo del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia, agli stili di vita. Eppure, le resistenze a assumere farmaci ormai testati su migliaia se non milioni di persone, restano. Non si vuole dipendere dalla «pastiglietta», le statine fanno male, il colesterolo si abbassa con la dieta che però non si fa, la pressione scende con l’alimentazione povera di sale ma non si può mangiare «scipito» e intanto la placca aterosclerotica avanza.
La prevenzione primaria è fondamentale, agire subito permette di invertire precocemente meccanismi di malattia che una volta instaurati si auto-alimentano grazie al ruolo che gioca l’infiammazione, e per evitare di prendere una pastiglia si aumenta il rischio di infarto e ictus.