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 2026  maggio 21 Giovedì calendario

Blocco stradale, 13 manifestanti verso il processo per il nuovo reato

Dalla teoria giuridica, già controversa nei presupposti, si passa alla pratica negli uffici giudiziari: cominciano a profilarsi i primi processi per il nuovo reato di «blocco stradale» attuato con la resistenza passiva del proprio corpo. Dopo che a Bologna sono stati chiesti tre decreti penali di condanna per altrettanti sindacalisti del corteo dei metalmeccanici in tangenziale il 20 giugno 2025 per il rinnovo del contratto scaduto da un anno, adesso è a Milano che la Procura contesta per la prima volta la norma in un «avviso di conclusione delle indagini» nei confronti di 13 persone: 10 italiani, un tunisino, un marocchino e un egiziano denunciati al termine della manifestazione e dello sciopero generale indetto il 4 ottobre 2025 per la Palestina e per la Flotilla durante i quali sfilarono a Milano centomila persone, con tensioni solo a fine giornata sfociate nel getto di idranti da parte delle forze dell’ordine per impedire che una frazione dei manifestanti arrivasse in piazza Duomo. Il pm Paolo Mazza non contesta più ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale o lesioni, ma esclusivamente la nuova fattispecie con cui il decreto legge n.48 dell’11 aprile 2025 ha modificato l’articolo 1-bis del decreto legislativo n. 66 del 1948: e cioè le «norme per assicurare la libera circolazione sulle strade ferrate ed ordinarie» che dalla depenalizzazione del 1999 trattavano con una sanzione amministrativa (da 1.000 a 4.000 euro) la condotta di ostruzione con il proprio corpo. Invece il «decreto sicurezza» n.48/2025 del governo Meloni lo ritrasforma in illecito penale; e, sanzionandolo con la reclusione fino a 1 mese o la multa fino a 300 euro qualora la persona agisca da sola, lo punisce poi con la ben più pesante reclusione da 6 mesi a 2 anni se (come accade nei cortei o sit-in) «il fatto viene commesso da più persone riunite». La Procura incrimina dunque i 13 manifestanti «perché, partecipando ad una manifestazione non autorizzata, malgrado i ripetuti inviti delle forze dell’ordine a sciogliere il corteo, impedivano la circolazione su strada ordinaria».