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 2026  maggio 21 Giovedì calendario

Asse Italia-India: stima reciproca

Una cena privata alla Casina Valadier, una passeggiata al Colosseo, due ore di bilaterale a villa Pamphilj, poi un business forum, e gli accordi economici. Il tempo trascorso insieme fra Meloni e Modi supera di gran lunga il livello di qualsiasi altra visita ufficiale di un primo ministro straniero. Quando il capo del governo italiano davanti ai giornalisti la definisce «visita storica» non ha torto, «è il livello più alto di sempre nelle relazioni fra i nostri due Stati». Mentre il partenariato fra i due Paesi viene elevato al rango massimo, quello «speciale» e non solo strategico, e lei stessa sottolinea che è il «più alto possibile» e che è frutto anche di «un’amicizia basata su rispetto e stima reciproca, grazie anche alla visione pragmatica di Modi».
Da parte sua Modi stesso non si risparmia, nelle dichiarazioni di fronte alla stampa. «Siamo nella Città Eterna, ma anche noi in India abbiamo una città chiamata Eterna, ecco perché le nostre due civiltà, insieme al comfort della nostra amicizia personale, riescono a dialogare in armonia». Fra i nostri Paesi, aggiunge Modi, «c’è una nuova fiducia», e il riferimento non può che essere ai trascorsi degli anni passati, quando le relazioni diplomatiche fra Italia e India furono di fatto congelate per anni, anche per il processo che subirono due nostri Marò.
Modi ringrazia l’Italia, così come il capo dello Stato Sergio Mattarella ha ringraziato lui, due giorni fa, elogiando la comunità indiana in Italia e rallegrandosi del fatto che anche le nostre aziende e i nostri concittadini godono di protezione e rispetto in India. Modi cita i numeri di una cooperazione ritrovata, che ha l’obiettivo di colmare il gap che Roma ha accumulato nei confronti di Francia e Germania: eppure, cita il leader indiano, «nel nostro Paese operano più di 800 imprese italiane che contribuiscono alla nostra crescita». Insomma se c’è del tempo per recuperare, anche nei confronti dell’avversario di sempre, la Cina, anche l’Italia può aiutare New Delhi. E l’obiettivo è quello di arrivare nel breve periodo «a 20 miliardi di euro nello scambio commerciale», dicono entrambi. Modi si spinge oltre: «La nostra cooperazione potenziale è praticamente illimitata», e infatti nel confronto fra i due leader emerge un affiancamento dell’India ai progetti di Roma per il piano Mattei, chi meglio dell’India per condividere un progetto ambizioso e contribuire a corrodere una parte del vantaggio che negli ultimi anni Pechino ha guadagnato su tutti gli altri concorrenti rispetto alla penetrazione economica nei Paesi africani.
C’è da aggiungere che l’anno prossimo sarà l’anno della Cultura italiana in India, e del resto, come aggiunge Modi, «gli italiani sono meravigliosi per la loro amicizia». E poi ci sono gli accordi economici, i memorandum, gli obiettivi di 7 intese strategiche su cui implementare questa relazione speciale. Viene creato un comitato congiunto per mettere a terra i singoli progetti. Un target «molto ambizioso, ma alla portata», ha assicurato la leader di FdI, che punta a rafforzare la cooperazione in settori come difesa, aerospazio, intelligenza artificiale, semiconduttori, tecnologie pulite, space economy e manifattura avanzata. «La tecnologia e l’innovazione sono il motore della nostra partnership», sottolinea Modi, ribadendo le chances di collaborazione in diversi settori. Alla fine della visita Modi invita Meloni a visitare di nuovo il suo Paese, mentre sulla crisi dello stretto di Hormuz e sull’Ucraina scandisce parole condivise. «Con l’Italia siamo sempre in contatto. La posizione dell’India è chiara: tutte le questioni vanno risolte con il dialogo e la diplomazia».