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 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Blackstone si allea con Google nel cloud computing per l’IA

L’impero dei microchip e dei data center per l’intelligenza artificiale creato da Nvidia potrebbe presto avere un vero rivale. Ieri Blackstone, il più grande fondo di investimento al mondo, ha annunciato che creerà insieme a Google una nuova azienda che si occuperà di centri cloud e processori di massima precisione.
L’investimento iniziale sarà di cinque miliardi di dollari anche se per ora i due gruppi non hanno ancora annunciato il nome della società. Sappiamo che hanno in mente di portare per la prima volta i processori sviluppati da Google sul mercato, creando un gruppo in grado di attirare clienti che in questo momento si rivolgono a Nvidia e ai centri di CoreWeave. Entro il 2027 l’azienda dovrebbe avere una capacità di 500 megawattora per poi aumentare: si tratta di un’enorme quantità di energia elettrica, che può essere paragonata a quella consumata da una città di 150.000 abitanti all’anno.
La decisione arriva mentre la richiesta di data center continua ad aumentare: Meta ha appena aperto un enorme impianto in Louisiana e altri stanno nascendo in tutte le aree rurali degli Stati Uniti. Secondo i dati del Pew Research Center, in questo momento negli Stati Uniti ci sono 3.000 data center attivi e 1.500 in costruzione. Ma il settore è monopolizzato da CoreWeave, il colosso con sede in New Jersey che attraverso una partnership con Nvidia è riuscito a conquistare il mercato.
L’iniziativa di Google e Blackstone cercherà di conquistare il nuovo mercato e competere con CoreWeave-Nvidia. Una questione centrale della partnership è legata ai microchip di Google: ad aprile ha lanciato due nuovi processori, specifici per far funzionare i modelli e per allenarli. Se da una parte Blackstone metterà buona parte del capitale (circa 25 miliardi di investimento totale in hardware e chip), Google fornirà i suoi chip (i Tensor Processing Units) e l’amministratore delegato, che sarà Benjamin Treynor Sloss. Le strutture fisiche dei data center saranno fornite da partner esterni e da quanto scrivono fonti dei media americani alcuni di essi sono ancora in costruzione. Per ora Google non ha commercializzato i suoi chip, con due sole eccezioni: Anthropic ha un accordo per un milione di processori e Facebook ha firmato un contratto per poterli usare.
Blackstone ha una capitalizzazione di 143 miliardi di dollari e circa 1.300 miliardi di dollari in gestione: da almeno un decennio investe in AI e in datacenter, definendosi uno dei più grandi fornitori di servizi cloud al mondo. Proprio per gestire al meglio i suoi investimenti in intelligenza artificiale il fondo ha appena creato Blackstone N1: il primo investimento è stato fatto all’inizio di maggio, finanziando 1,5 miliardi di dollari per una joint venture con Anthropic. Quella con Google è la seconda operazione della divisione guidata da Jas Khaira. Ma nel suo portafoglio del fondo di private equity ci sono anche la proprietà di QTS Realty Trust e di AirTrunk e diversi investimenti in OpenAI, Anthropic e CoreWeave. Secondo i dati diffusi da Stephen Schwarzman, presidente e ceo del gruppo, Blackstone ha 150 miliardi di dollari in asset nei data center e progetti futuri per altri 160 miliardi.