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 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Accordo Trump-Irs, l’agenzia delle entrate Usa fermerà tutte le verifiche fiscali

Il dipartimento alla Giustizia dell’amministrazione Trump, guidato dall’ex avvocato di Donald Trump, ha raggiunto un accordo con Donald Trump per cancellare la causa presentata da Donald Trump contro il fisco americano (Irs) in cambio del divieto perenne a condurre qualsiasi accertamento sulle tasse di Donald Trump, la sua famiglia e le sue imprese, più la creazione di un fondo per compensare chiunque sia stato vittima di presunte persecuzioni giudiziarie.
Se non fosse la pura verità, uno potrebbe pensare che si tratta di uno scioglilingua satirico. Le cose però sono andate esattamente così, spingendo l’ex capo dell’Internal Revenue Service John Koskinen a commentare: “Lui becca i soldi da distribuire tra i suoi amici e alleati, e anche l’immunità da qualsiasi revisione o accertamento fiscale. Questa gente non ha davvero limiti riguardo alle cose su cui cerca di farla franca”.
Durante il primo mandato di Trump un collaboratore esterno dell’Irs, Charles Littlejohn, aveva recuperato le dichiarazioni dei redditi del presidente e le aveva passate al New York Times e ProPublica. Altri presidenti non avevano avuto alcun problema a pubblicare le dichiarazioni dei redditi, ma lui si era rifiutato proprio perché soggetto agli “audit” del fisco. Ne erano usciti degli articoli da cui si scopriva che Donald aveva pagato 750 dollari di tasse nel 2016, anno della sua prima elezione, e nulla per 10 dei 15 anni precedenti, perché aveva sostenuto di aver perso più soldi di quanti ne avesse guadagnati.
La rivelazione, che avrebbe affossato la carriera di qualunque altro politico, non aveva avuto alcun effetto tra gli elettori di Trump, che anzi avevano ammirato la sua abilità di sfruttare il sistema a proprio vantaggio. Lui però aveva risposto facendo causa all’Irs, perché non aveva protetto abbastanza la sua privacy, chiedendo il pagamento di danni per 10 miliardi di dollari.
Il governo federale si sarebbe potuto facilmente difendere dalle accuse, facendo notare che la responsabilità del fatto ricadeva su un contractor esterno, però ha scelto di non provarci neppure. Invece il segretario alla Giustizia ad interim Todd Blanche, avvocato di Trump durante il processo penale per i pagamenti alla porno star Stormy Daniels finito con la sua condanna, ha firmato un accordo con il proprio ex cliente per chiudere il procedimento.
L’intesa prevede la costituzione di un fondo da 1,8 miliardi di dollari, finanziato con i soldi dei contribuenti, per compensare persone che sostengono di essere state vittime dell’uso politico della giustizia. In sostanza amici e alleati di Donald, inclusi i condannati per reati comuni come l’aggressione dei poliziotti che difendevano il Congresso durante l’assalto del 6 gennaio 2021. A questo si aggiunge una paginetta firmata da Blanche, che elimina e vieta qualsiasi accertamento o procedimento fiscale passato, presente o futuro nei confronti di Trump, la sua famiglia e le sue imprese. Tutto cancellato, qualsiasi cosa abbia combinato o combinerà.
In altre parole il presidente ha ordinato alla propria amministrazione di garantirgli l’immunità completa dai reati fiscali. Da qui il commento di Koskinen al Wall Street Journal: “Questa gente non ha davvero limiti riguardo alle cose su cui cerca di farla franca”.