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 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Treasury Usa, crolla “la linea Maginot” del 5%. Ora i mercati tremano

I titoli a lunga scadenza iniziano a far paura. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni è tornato ai livelli del 2007 quando i timori di una Grande Recessione avevano spinto i rendimenti ai massimi con un’ondata di vendite sui titoli.
Così fan tutti. Ma non sono i soli: gli equivalenti giapponesi hanno raggiunto picchi mai registrati nei 27 anni della loro storia, nel Regno Unito, il rendimento è il più alto dal 1998 a oggi, mentre in Germania si rivedono i valori del 2011, ovvero i massimi degli ultimi 15 anni.
La soglia psicologica del 5%. I trentennali Usa hanno sfondato la soglia psicologica del 5% e, per di più, lo hanno fatto in modo peggiore rispetto all’ultima volta – nel terzo trimestre del 2025 – perché la media dei rendimenti di Regno Unito, Giappone e Germania è aumentata di circa 50 punti base. Come a dire che la situazione è diventata ovunque peggiore.
La crisi inglese e i rialzi in Giappone. Secondo Goldman Sachs, sono stati gli shock ribassisti sui titoli Uk dovuti alla debolezza del governo Starmer e su quelli giapponesi per il rialzo dei tassi delle Bank of Japan a influenzare negativamente da inizio anno ad oggi tutto il settore.
Inflazione e Pil Usa. Ma, come sottolinea la stessa banca d’affari, sono ora l’ottimismo sulla crescita degli Stati Uniti e i rischi inflazionistici, uniti all’elevato debito,a contribuire in modo determinante al rialzo dei rendimenti dei trentennali Usa che, dalla pandemia in poi, sono passati dall’1% del 2020 fino a sfondare il 5% nel 2026.
Più falchi che colombe. Questa impennata ha eroso la convinzione del mercato che la Federal Reserve possa presto tagliare il costo del denaro.
Nonostante l’arrivo della colomba trumpiana Kevin Warsh, favorevole a una politica monetaria più accomodante, i futures sui tassi d’interesse attribuiscono una probabilità praticamente nulla a una modifica dell’attuale tasso di riferimento, compreso tra il 3,50% e il 3,75%, nella prima riunione che a metà giugno presiederà Warsh.
Il rialzo. Anzi gli swap stanno addirittura scontando un aumento dei tassi di 25 punti base, se non quest’anno almeno entro marzo 2027, per attenuare proprio la pressione sui prezzi.
Il mondo al contrario. Si tratta di un cambio repentino visto che prima dello scoppio della guerra in Iran gli investitori scommettevano non su rialzi, ma addirittura su possibili tagli. Ora lo scenario si è ribaltato.
La linea Maginot. Non è positivo, né per il governo né per chi deve indebitarsi o investire che i trentennali Usa si attestino su un rendimento superiore al 5%.
Un limite che Bank of America ha definito come la “linea Maginot” e che il governo di Washington sta cercando di difendere sostenendo la domanda dei propri titoli di Stato.
La porta verso il disastro. Se dovesse cedere definitivamente, ovvero se il rendimento si consolidasse stabilmente sopra quella soglia, si aprirebbe secondo Bofa “la porta verso il disastro”, lasciando spazio a una valutazione disordinata del rischio e a un crollo generale degli asset più volatili.
Corsi e ricorsi storici. Il giudizio di Bofa si basa su una analisi del passato che ha mostrato come le bolle siano sempre finite con un brusco aumento dei rendimenti, come è avvenuto nel 1989 con il rialzo dei bond giapponesi, nel 1999 con quello dei Treasury Usa e nel 2007 dei titoli cinesi.
La nuova soglia del 5,5%. A rincarare la dose ci ha pensato un’altra banca americana, Citi, secondo cui gli operatori obbligazionari starebbero puntando al 5,5% come nuova “soglia” per i rendimenti dei titoli a 30 anni.
Fino a poco tempo fa quando si avvicinava la soglia del 5%, tornavano gli acquisti, mentre in questo momento ciò non sta più accadendo, perché i trentennali si sono rivelati uno strumento poco efficace nella diversificazione dei rischi. E la nuova frontiera potrebbe essere di 5 punti base più alta.
L’effetto domino. Il terremoto in corso sul mercato obbligazionario rischia, come ha paventato Bofa, di portare effetti negativi anche su quello azionario, attualmente in una fase di esuberanza.
I grandi investitori temono che l’impennata dei costi di finanziamento possa innescare una “correzione” dei principali listini.
Aut aut. Il discrimine è segnato da cosa guiderà il rialzo dei tassi di interesse, ovvero se a trainarli è la 1) crescita economica oppure 2) l’inflazione.
1) L’aumento dei rendimenti dovuto a una crescita migliore viene solitamente assorbito bene dai titoli azionari, poiché l’ottimismo sulla crescita può aiutare ad attenuare i venti contrari legati al maggiore costo del denaro.
2) In un contesto di tassi guidato dall’inflazione, invece, la correlazione tra rendimenti azionari e obbligazionari diventa negativa.
Delle due, oggi sembra dominante l’inflazione, tornata di nuovo a far paura.
Il ritorno del caro prezzi. Dopo aver registrato un ritardo rispetto ai prezzi del petrolio durante la maggior parte della fase iniziale del conflitto iraniano, Goldman Sachs ha notato che i forward sull’inflazione hanno recuperato il terreno perso.
Lo swap sull’inflazione a un anno, un indicatore di mercato delle aspettative dei prezzi per il periodo di 12 mesi a partire da un anno da oggi, lunedì è salito oltre il 4% per la prima volta dall’inizio del 2025.
I record dell’S&P. In questo scenario, mentre i titoli di Stato crollavano, l’S&P 500 ha superato una serie di massimi storici grazie a un rimbalzo alimentato dal settore tecnologico iniziato ad aprile, quando la notizia di una tregua temporanea nella guerra in Medio Oriente ha spinto gli operatori a tornare in massa sul mercato.
Alcuni grandi gestori di fondi intervistati dal Financial Times iniziano a dubitare che le azioni possano continuare a ignorare il clima di pessimismo che avvolge il reddito fisso, in particolare se l’aumento dei costi di finanziamento dovesse innescare allarmi riguardo alle valutazioni stellari dei titoli legati all’intelligenza artificiale.
E ora cominciano ad essere in tanti a dire che il problema non è più “se assisteremo” a una correzione, ma è diventato “quando” questa accadrà.