corriere.it, 20 maggio 2026
L’Emilia-Romagna «riapre» le scuole primarie dal 31 agosto
Da quest’anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, «aprirà» in anticipo. Proponendo ai bambini delle primarie, dai 6 agli 11 anni, delle attività extrascolastiche, culturali e sportive, dal 31 agosto fino al 14 settembre.
Lo hanno annunciato ieri il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che, con l’iniziativa, si chiude anche definitivamente il discorso, aperto diversi mesi fa, sulla modifica del calendario scolastico. Un’ipotesi accantonata perché, come ha spiegato la stessa Conti, intervenire cambiando giorni di lezione obbligatori «avrebbe scontentato tanto una parte di genitori quanto del mondo della scuola, a fronte di una modifica su poche giornate».
Quindi, dice l’assessora, «dopo esserci interrogati per oltre un anno su questo tema sentito abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione». È nata così l’idea di questo progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, che si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria.
L’obiettivo è coprire «il periodo più critico per molte famiglie, per trovare delle soluzioni sul fronte dell’accudimento dei figli, anche in termini economici» spiega de Pascale, ricordando per esempio che, dopo agosto, spesso «i centri estivi non riaprono».
La sperimentazione partirà in 42 comuni e unioni di comuni del territorio, mentre dall’estate 2027 la misura diventerà invece stabile per tutta la Regione, «come misura di sostegno alla natalità» e verrà inserita nella legge per la natalità in corso di gestazione e finanziata attraverso quel canale.
Per rendere il progetto strutturale, l’investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all’anno. Le attività extra-scolastiche saranno condotte da educatori professionali esterni e dal terzo settore, sul modello già sperimentato del pre-post scuola, incentrate su compiti e supporto alla didattica. Ma anche, come detto, su attività sportive e culturali: il servizio sarà a totale adesione volontaria e gli orari e i costi verranno decisi dai singoli Comuni.
«I genitori fanno gli equilibristi, soprattutto nel periodo estivo. Con questa misura, le famiglie potranno avere la certezza che nelle prime due settimane di settembre troveranno conforto nelle proprie scuole e nei propri territori» ha affermato Conti. Tornando sulla chiusura del capitolo sulla modifica del calendario scolastico, de Pascale ha concluso sottolineando che sono state studiate anche «soluzioni di altre regioni che anticipano di un paio di giorni l’apertura: una richiesta legittima, ma è chiaro che per chi ha un problema non affrontano strutturalmente il problema».
Per questo, la risposta pensata dalla Regione è, a suo parere, «strutturale, coprendo due settimane: chiudere la scuola in altri periodi dell’anno, d’altra parte, magari per qualcuno sarebbe stato più difficile».