Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Gli impegni di Glovo per uscire dal «controllo giudiziario»
Da subito, e con arretrati da febbraio, un intervento-tampone da circa 200 euro in più al mese per i ciclofattorini, tra aumento della paga per singola consegna o per ora di lavoro; e poi, soprattutto, un impegno concreto a trattare subito con i sindacati (ieri già si è svolto il primo incontro) la stipula di un nuovo contratto collettivo di lavoro. Sono i due punti principali della proposta che la multinazionale spagnola Glovo-Foodinho srl ha fatto alla Procura di Milano per uscire dal «controllo giudiziario» disposto in via d’urgenza il 9 febbraio dal gip Roberto Crepaldi nell’inchiesta in cui il pm Paolo Storari aveva rilevato «retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro, contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione» perché non in grado di «garantire una esistenza libera e dignitosa».
E la Procura ha confermato che, se questi due impegni verranno rispettati da Glovo, darà al gip il parere positivo alla revoca del «controllo giudiziario» dell’azienda assistita dagli avvocati Francesco D’Alessandro e Pasquale Annicchiarico.
Sotto il primo profilo, quello di un immediato intervento d’urgenza sulla retribuzione dei rider, Glovo aumenta il corrispettivo minimo per proposta di ordine a 3 euro l’ordine; e porta la paga orari lorda a 14 euro, 4 euro più di quanto prevedeva il contratto Assodelivery/Ugl, il che in media per i ciclofattorini più impegnati dovrebbe valere intorno ai 200 euro in più al mese. Il «tempo effettivo di consegna calmierato» verrà calcolato secondo regole definite in un allegato, anche attraverso rapporti tra la distanza tra il punto di accettazione dell’ordine e il punto di ritiro, la mediana delle velocità dei corrieri differenziate per tipo di veicolo, e il tempo di attesa presso il ristorante o il punto vendita con un tetto massimo pari al tempo medio. Inoltre, l’azienda garantisce che da giugno verificherà l’identità del singolo rider, la certezza che sia davvero riconducibile a lui il telefono che usa per connettersi alla piattaforma, e la conformità della bicicletta o del motorino agli standard di sicurezza previsti dal Codice della strada.
Poi c’è il secondo profilo, quello invece più peculiare perché ovviamente non può spingere una Procura a sporgersi addirittura fin dentro il campo di gioco delle dinamiche di contrattazione tra lavoratori e datori di lavoro. Glovo – a partire dal primo incontro con i sindacati svoltosi proprio ieri – si impegna a «promuovere incontri serrati con le organizzazioni sindacali nella ferma volontà, già nel corso dell’iter di conversione del decreto legge» del governo Meloni il Primo Maggio, «di creare le condizioni per la stipula in tempi celeri di un contratto collettivo, da adottare immediatamente dopo la sottoscrizione quale fonte di regolazione dei rapporti con i rider».
Glovo si dice «soddisfatta che gli impegni formalizzati dalla società abbiano ottenuto il parere positivo del pm, costituendo la base condivisa delle attività che, una volta implementate, potranno condurre alla revoca dell’amministrazione giudiziaria». La multinazionale ritiene di aver «in questi mesi collaborato in modo continuativo, trasparente e costruttivo, definendo un articolato piano di interventi volto a rafforzare ulteriormente i propri standard operativi, organizzativi e di controllo». Secondo Glovo, «l’impegno economico e il rafforzamento della compliance confermano la centralità del mercato italiano e la chiara volontà di continuare ad investire in Italia».