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 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Acciaio, scattano i dazi dell’Europa

Industria e agricoltura. L’Unione europea cerca di correre ai ripari di fronte alle conseguenze della sovraccapacità produttiva globale di acciaio, guidata dalla Cina, e alle ricadute economiche del conflitto in Medio Oriente.
Ieri il Parlamento europeo ha dato il via libera finale a nuove misure per proteggere l’industria siderurgica Ue. Il nuovo regolamento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio per entrare in vigore il 1 luglio. Inoltre la Commissione ha presentato un piano d’azione per aiutare gli agricoltori che si trovano a fare i conti con i prezzi record dei fertilizzanti: prima della guerra il 30% passava attraverso lo Stretto di Hormuz.
Le nuove misure per proteggere l’industria siderurgica europea introducono quote di importazione più basse di acciaio limitando a 18,3 milioni di tonnellate annue i volumi di importazione esenti da dazi: una riduzione del 47% rispetto alle quote del 2024. Si applicherà inoltre un dazio doganale del 50% (rispetto all’attuale 25%) alle importazioni che superano la quota e ai prodotti siderurgici non coperti.
Inoltre, per limitare l’elusione il nuovo regolamento rafforza la tracciabilità dell’acciaio che arriva nell’Ue.
Ora il costo dei fertilizzanti è al livello più alto dal 2022, ha spiegato il commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, presentando il piano d’azione alla plenaria del Parlamento a Strasburgo: «I prezzi dei fertilizzanti azotati sono circa il 70% più alti rispetto alla media del 2024». La Commissione ha promesso di fornire un sostegno «eccezionale e mirato» agli agricoltori, avvalendosi degli strumenti esistenti nell’ambito della politica agricola dell’Ue. Intende consentire agli agricoltori di ricevere pagamenti anticipati a titolo di compensazione per i costi aggiuntivi dei fertilizzanti. La Commissione propone anche di rafforzare in modo sostanziale la riserva agricola e di agire nel lungo periodo attraverso la diversificazione degli approvvigionamenti, l’aumento della produzione Ue e creando scorte. Bruxelles vuole inoltre alleggerire le norme sui nitrati per autorizzare l’uso del digestato, una battaglia dell’Italia.
Ai fertilizzanti prodotti nell’Ue la Commissione continuerà ad applicare l’Ets pur promettendo «flessibilità», ma a condizione che le industrie si impegnino a decarbonizzare e a sviluppare fertilizzanti alternativi. Sui fertilizzanti importati non sarà sospesa la tassa sul carbonio alle frontiere (Cbam). Per Coldiretti è «un grave errore» in entrambi i casi.