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 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Stellantis, piano Pomigliano. «Un’auto elettrica dal 2028»

L’Italia torna a produrre auto di piccola cilindrata e costo accessibile sviluppando nuovi modelli di E-Car. Questo il messaggio che il gruppo Stellantis ha diffuso a meno di due giorni dalla presentazione del piano industriale a Detroit da parte del ceo Antonio Filosa. L’idea di base è di riportare sul mercato europeo vetture che costino meno di 15.000 euro. Al centro di questo nuovo indirizzo delle strategie aziendali di Stellantis sarà lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, individuato come sito ideale per produrre le nuove auto elettriche compatte e low cost. Lo stabilimento campano sarà infatti la sede di un «innovativo progetto» di e-car, compatta ed economicamente accessibile, un segmento «ad alto potenziale» e che avrà come mercato di riferimento l’Europa, sostiene l’azienda.
Questo segmento è stato riconosciuto dalla Commissione Europea per la sua capacità di sostenere l’occupazione nel settore del design e della produzione e svolge un ruolo chiave nel favorire una più ampia diffusione dei veicoli 100% elettrici, supportando la mobilità urbana e orientata all’uso quotidiano. Nelle intenzioni dell’azienda questa è la «risposta alla contrazione senza precedenti del segmento delle vetture di piccole dimensioni a prezzi accessibili in Europa negli ultimi anni».
L’ad Filosa ha spiegato come «i clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche». I modelli – annuncia la casa automobilistica – «saranno dotati di tecnologie BEV», cioè elettriche, di «livello mondiale, sviluppate in collaborazione con partner selezionati». Quale sarà il partner che supporterà tecnologicamente la missione produttiva non viene quindi ancora specificato ma occorre tenere presenti i precedenti degli accordi di produzione a Pomigliano e non solo tra Stellantis e il gruppo cinese Dongfeng.
I sindacati chiedono tempi certi e investimenti chiari. «Stamattina Stellantis ci ha comunicato un’anteprima del piano industriale, che prevede per lo stabilimento di Pomigliano a partire dal 2028, in aggiunta alla attuale Fiat Pandina ibrida, l’allocazione di una piattaforma di e-car – dicono Fim, Fiom, Uilm con Fismic, Ugl e Quadri —. A regime il progetto dovrebbe consentirci di arrivare alla piena occupazione di tutto il personale, ma abbiamo l’esigenza di monitorare attentamente la attuazione del piano».
Per i sindacati «Pomigliano dovrebbe così ricevere investimenti di lungo periodo e dovrebbe puntare contestualmente sia sull’ibrido sia sull’elettrico». Resta il fatto che i tempi sono ancora lunghi e le incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull’indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e prospettive certe. I sindacati fanno sapere che il 21 maggio «ci vedremo con Stellantis in concomitanza con la conferenza stampa di Filosa con la comunità finanziaria. La direzione di Stellantis ci ha già detto che sullo stabilimento di Cassino non sono ancora pronti a esporci un piano operativo». Le associazioni chiedono un impegno forte e si dicono indisponibili ad accettare la dismissione qualsiasi sito italiano.
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, l’annuncio «è un segnale positivo per lo stabilimento campano e per il futuro dell’automotive italiano, una scelta giusta che rafforza il Piano Italia».