Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Castel Gandolfo, con Leone il museo torna palazzo

Da qualche tempo, sul sito dei Musei vaticani, la possibilità di prenotare biglietti per la visita al Palazzo apostolico di Castel Gandolfo si ferma al 30 giugno: dall’indomani, non sono più disponibili. Non ci sono conferme ufficiali ma in Vaticano si tende a darlo ormai per scontato: a luglio cominceranno i lavori di ristrutturazione delle stanze pontificie del Palazzo, in vista del ritorno di Leone XIV in quella che per quattrocento anni è stata la residenza estiva dei papi.
Già dall’anno scorso, in realtà, papa Prevost è tornato a passare le vacanze estive, un paio di settimane, in quella «piccola città circondata dalla bellezza della creazione», come la definiva Benedetto XVI, con il lago vulcanico che disegna un ovale tra i colli Albani, a una trentina di chilometri da San Pietro. Per dodici anni Francesco aveva scelto di restare in Vaticano perché anche da arcivescovo di Buenos Aires non faceva mai vacanze – si limitava a rallentare gli impegni, sospendere le udienze e concedersi un po’ più di riposo a Santa Marta – e dal 2016, per non lasciare vuoto il palazzo, lo aveva aperto ai visitatori facendolo inserire nei percorsi turistici dei Musei.
Così, nel primo anno del suo pontificato, papa Prevost è tornato a Castel Gandolfo ma ha scelto di risiedere a Villa Barberini, un tempo la residenza dei Segretari di Stato. Leone XIV la raggiunge ogni settimana, il lunedì sera, e il martedì vi passa un giorno di riposo. La soluzione, peraltro, appariva provvisoria, anche perché la Villa affaccia sulla strada e crea maggiori problemi di sicurezza.
Ancora non si sa quanto dureranno i lavori, ma a questo punto il ritorno al Palazzo pontificio è ormi prossimo. Il primo Papa a soggiornarvi fu Urbano VIII Barberini nel maggio del 1626, giusto quattro secoli fa. La zona del resto è sempre stata ambita. Nei terreni pontifici di Castel Gandolfo ci sono ancora i resti della villa che si fece costruire l’imperatore romano Domiziano, alla fine del I secolo.
All’area intorno al lago è legato il mito della nascita di Alba Longa, la «città madre» di Roma che il figlio di Enea fondò da quelle parti dopo la distruzione di Troia e le peregrinazioni cantate da Virgilio, come scriveva lo storico greco Strabone nel quinto libro della sua Geografia: «Quando furono morti Enea e Anchise, Ascanio edificò Alba sul monte Albano, distante da Roma quanto Ardea». Nel 1870, Porta Pia causò l’abbandono del palazzo per sessant’anni. A cominciare da Pio XI, i papi vi sono tornati dopo il Trattato del Laterano, nel 1929.