Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Damasco, autobomba sul ministero della Difesa
L’esplosione di un’autobomba vicino a un edificio del ministero della Difesa siriano a Damasco ieri ha ucciso almeno un soldato e ferito più di venti persone. Il ministero ha spiegato che i membri di un’unità dell’esercito hanno scoperto un ordigno esplosivo improvvisato piazzato vicino al luogo dell’attentato, nel distretto di Bab Sharqi, nella capitale. Mentre si recavano a disinnescarlo, un’autobomba è esplosa nella stessa zona. Oltre al soldato ucciso, almeno 21 persone sono rimaste ferite e sono state trasferite negli ospedali vicini per ricevere cure mediche.
Secondo Syria tv, l’esplosione è stata seguita da una sparatoria con un forte dispiegamento di forze di sicurezza nell’area. I video diffusi sui social media mostrano colonne di fumo che si levano dal luogo dell’incendio, mentre i vigili del fuoco si precipitano a spegnere le fiamme. Non c’è stata alcuna rivendicazione immediata. Dalla caduta del presidente Bashar al-Assad alla fine del 2024, dopo oltre 13 anni di guerra, in Siria si sono verificati a intermittenza incidenti di sicurezza, tra cui esplosioni contro veicoli militari e civili. L’anno scorso, un’autobomba ha ucciso almeno 20 persone alla periferia di Manbij, nel Nord del Paese, mentre un attentatore suicida ha compiuto un attacco all’interno di una chiesa gremita a Damasco, uccidendo almeno 25 persone e ferendone decine. Nel giugno del 2024 un’esplosione ha causato la morte di una persona nella capitale, a seguito dell’esplosione di un ordigno all’interno della sua auto.