Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

L’Europa tende la mano all’Italia

Domani la Commissione europea presenterà le previsioni macroeconomiche di primavera con i dati su Pil, inflazione, debito pubblico e deficit: l’aspettativa è di un taglio della crescita europea e un aumento dell’inflazione causati dallo choc energetico prodotto dalla guerra in Medio Oriente. Forse ancora non abbastanza perché l’Ue abbracci le richieste dell’Italia di estendere la clausola nazionale di salvaguardia per le spese in difesa anche all’energia. Ma come ha detto due giorni fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti «sarà un percorso lungo».
Intanto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha confermato che il dialogo con Roma è avviato, dunque nessuna contrapposizione ma analisi e ascolto: «La Commissione continua a seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà – ha detto al termine del G7 Finanze a Parigi —. Ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia». Il politico lettone ha quindi osservato che «se molti Paesi sostengono il lato della domanda, finiremo per mantenere prezzi energetici elevati e spendere molto denaro senza ottenere grandi benefici. Ecco perché dobbiamo davvero riflettere attentamente su come organizzare la risposta politica». Resta la raccomandazione sulle «misure temporanee e mirate», che è «ovviamente, perfettamente in linea con quella del Fondo monetario internazionale».
L’Italia si muove lungo una linea stretta perché finché non cresce il numero di Paesi interessati alla flessibilità anche per la crisi energetica, lo spazio di manovra della Commissione non è ampio. Grecia e Spagna si sono fatte avanti. E ora anche il partito liberale belga Les Engagés ha espresso vicinanza alle richieste di Roma: «La posizione assunta dal governo italiano, che chiede che la sicurezza energetica sia trattata con la stessa urgenza della difesa, conferma un importante cambiamento nel dibattito europeo. Fa eco a un’analisi che difendiamo da diverse settimane con la proposta di un “Nuovo Patto Energetico” europeo», ha dichiarato l’eurodeputato Yvan Verougstraete, presidente del partito liberale belga.
A Strasburgo, dove è in corso la plenaria del Parlamento europeo, si è mosso anche Nicola Procaccini di Fratelli d’Italia. In qualità di copresidente del gruppo dei conservatori dell’Ecr, Procaccini ha visto ieri pomeriggio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: un «incontro franco in cui si è manifestata un’apertura alle esigenze rappresentate dal governo italiano» sulle questioni legate alla crisi energetica, ha riferito il politico di FdI in un’intervista ai Tg di Rai 1 e Rai 2. Procaccini ha quindi messo le mani avanti: «Naturalmente poi bisognerà vedere anche come matura la discussione all’interno del Consiglio europeo». Prima però ci sarà la riunione informale dei ministri delle Finanze dell’Eurozona e poi di tutti i Ventisette, ospitata venerdì e sabato a Nicosia dalla presidenza cipriota di turno dell’Ue.