Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Meloni e Tajani condividono la linea: tutelare l’incolumità
«Tutte le barche della Global Sumud Flotilla in rotta verso la Striscia di Gaza sono state intercettate dalle Forze armate israeliane». Sono passate da poco le 19 quando la portavoce italiana della missione internazionale, Maria Elena Delia, comunica che sono ora 29 gli attivisti italiani trattenuti da Israele. Cioè, tutti: tra loro anche il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto. E mentre la nave della Marina israeliana con a bordo i militanti gira la prua verso il porto di Ashdod, la Farnesina deve moltiplicare i suoi sforzi. Dopo che per tutto il giorno era corsa la voce di spari sui dimostranti con proiettili di gomma.
La richiesta arrivata a strettissimo giro all’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari, è dunque di svolgere un ulteriore «passo formale» con le autorità israeliane per chiedere che a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla per Gaza siano assicurati «un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali». L’obiettivo è che nessuno sia incarcerato ad Ashkelon: fino a questo momento nel centro di detenzione sono finiti soltanto i due attivisti considerati a capo della spedizione, Saif Abukeshek e Thiago Avila. La Farnesina ha chiesto anche alle autorità israeliane di «adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani». Il tutto «in conformità con il diritto internazionale e le convenzioni consolari vigenti».
La nota della Farnesina esce mentre il vicepremier Tajani e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono a cena con il primo ministro indiano Narendra Modi, l’intesa tra i due è in presa diretta.
Mentre l’altro vicepremier, Matteo Salvini, già dal mattino, prima del completamento dell’operazione israeliana contro gli attivisti, aveva detto: «Io mi fido del ministro degli Esteri. Non è una vicenda che sto seguendo, non è un mio dossier: mi occupo di altre navi. Però, mi fido del ministro degli Esteri».
Tra i fermati, c’è il Cinque Stelle Carotenuto. Giuseppe Conte, oltre a sottolineare che «sono ore che abbiamo perso i contatti con il nostro deputato», commenta: «Addirittura hanno sparato, anche se sembrerebbe con proiettili non letali, contro equipaggi con le mani alzate. È un sequestro a mano armata, illegale e intollerabile». Il governo «deve reagire con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione degli italiani». Scrivono i capigruppo Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini: «Il governo Meloni condanni gravemente questo atto di vera e propria pirateria». Con l’invito a non «trincerarsi dietro un silenzio, come quello di Giorgia Meloni, che sa ogni giorno di più di complicità».
Elly Schlein si appella «al governo italiano e all’Unione europea» per «fare ogni pressione per liberare immediatamente questi attivisti umanitari». Sempre dal Pd, il responsabile Esteri Peppe Provenzano è duro: «La marina militare israeliana sta sparando alle barche della Flotilla, tra cui una che batte bandiera italiana. Che siano proiettili di gomma o meno poco importa, è l’ennesimo atto gravissimo e inaccettabile contro attivisti pacifici». E si chiede: «Cos’altro deve accadere per sospendere l’Accordo di associazione Ue-Israele? Cos’altro l’Italia deve sopportare per assumere sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu?». Mentre da Avs Angelo Bonelli chiede a Tajani di «risparmiarci le sue parole ipocrite al vento e porti immediatamente in Consiglio dei ministri le sanzioni contro Israele».