Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Flotilla intercettata. Fermati tutti i 29 italiani
«Continueremo anche se resterà una sola barca in mare». Quando Dario Salvetti lo diceva al telefono dal Mediterraneo orientale, nella notte tra lunedì e martedì, intorno a lui erano già rimaste una decina di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione verso Gaza. L’operaio metalmeccanico, attivista del collettivo di fabbrica fiorentino ex Gkn, si trovava a bordo della Don Juan. Nel giro di poche ore anche la sua barca sarebbe stata intercettata dalla marina israeliana insieme alle ultime unità del convoglio partito dalla Turchia.
Sul tracker online della Flotilla da lunedì i puntini rossi hanno iniziato a moltiplicarsi uno dopo l’altro. Ogni segnale indicava una nuova imbarcazione fermata. Alla fine della giornata nessuna delle 54 imbarcazioni partite da Marmaris risultava più libera di navigare. Secondo la portavoce italiana Maria Elena Delia, sono 29 gli italiani trattenuti insieme ad altri attivisti provenienti da oltre quaranta Paesi. Le persone fermate sarebbero state trasferite su una corvetta israeliana diretta verso il porto di Ashdod, dove sono attesi gli avvocati dell’ong Adalah e i legali italiani che seguono la missione.
Tra le ultime imbarcazioni a perdere i contatti c’è stata la Kasr-i Sadabad, il barcone turco battente bandiera britannica su cui viaggiavano il deputato M5S Dario Carotenuto, il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e il trentino Ruggero Zeni. Dal ponte della barca gli attivisti hanno raccontato per ore l’avvicinamento delle navi israeliane. «Intercettazione, arrivano le Iof», gridano in alcuni video diffusi sui social.
A bordo scatta il protocollo preparato nei giorni precedenti: giubbotti di salvataggio indossati, passaporti in mano, tutti seduti sul ponte. Poco dopo il sistema satellitare Starlink smette di funzionare.
Nel pomeriggio la Kasr-i Sadabad passa vicino ad alcune imbarcazioni già intercettate e lasciate vuote in mare. «Is there anybody on board?», gridano verso una delle barche alla deriva. Nessuno risponde.
Poi arrivano i gommoni Zodiac israeliani. Le ultime immagini mostrano gli attivisti con le mani alzate mentre i soldati salgono a bordo. Infine il blackout definitivo.
La tensione è aumentata ulteriormente nel pomeriggio quando gli organizzatori della Flotilla hanno denunciato colpi esplosi contro almeno sei imbarcazioni ancora in navigazione, tra cui la Girolama battente bandiera italiana.
«Non sappiamo se si tratti di proiettili veri o di gomma, ma anche nel secondo caso sarebbe gravissimo», ha dichiarato Delia. Secondo gli attivisti alcune barche sarebbero state colpite.
Israele ha però negato l’uso di munizioni vere. Il portavoce del ministero degli Esteri Oren Marmorstein ha sostenuto che sarebbero stati utilizzati soltanto «mezzi non letali contro l’imbarcazione, e non contro i manifestanti, a scopo di avvertimento», aggiungendo che «nessuno è rimasto ferito».
Tra gli italiani fermati ci sono Alessio Catanzaro, ricercatore in fisica teorica di Budrio, Martina Comparelli, collaboratrice di Fanpage, e Vittorio Sergi, insegnante di filosofia ad Ancona. Gli studenti del liceo Rinaldini hanno organizzato una protesta per chiedere il suo rilascio.
Tra i più anziani della Flotilla c’è Alfonso Coletta, anestesista senese in pensione di 77 anni. Nel suo ultimo videomessaggio, con la lunga barba bianca, dice: «Mi hanno rapito in acque internazionali».
Israele continua a difendere l’operazione sostenendo che la Flotilla rappresenti «una provocazione fine a sé stessa» e che sulle imbarcazioni non sarebbero stati trovati aiuti.
Di segno opposto le reazioni internazionali. Tajani ha chiesto all’ambasciatore d’Italia in Israele Luca Ferrari di «svolgere un ulteriore passo formale con le Autorità israeliane per chiedere che a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla per Gaza siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali». Madrid ha convocato la diplomatica israeliana di massimo grado presente in Spagna per protestare contro gli abbordaggi in acque internazionali. Il premier irlandese Micheál Martin ha definito «inaccettabile» l’intercettazione della flottiglia. Tra gli attivisti fermati c’è anche Margaret Connolly, medica irlandese e sorella della presidente irlandese Catherine Connolly.
La Turchia e Hamas hanno parlato di «pirateria», chiedendo il rilascio degli attivisti. Gli Stati Uniti hanno invece annunciato sanzioni contro quattro persone associate alla Flotilla, definita dal Tesoro americano una missione «filo-Hamas».