ilmessaggero.it, 19 maggio 2026
Maldive, per motivi religiosi l’autopsia ai sub si svolgerà in Italia
Il corpo del primo sub italiano morto alle Maldive è stato recuperato dai sommozzatori militari locali giovedì scorso. Eppure, ancora non è stata eseguita l’autopsia che potrebbe fornire elementi importanti all’inchiesta giudiziaria. Non solo: l’Ambasciata italiana e la fondazione Dan Europe hanno organizzato il rientro nel nostro Paese della salma dell’istruttore padovano Gianluca Benedetti, che in queste ore è arrivata a Milano senza che alle Maldive fosse stata eseguita l’autopsia.
L’inchiesta
Allo stesso modo, se domani sarà completato il recupero degli ultimi due corpi rimasti nelle grotte (questa mattina sono stati riportati in superficie quelli di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri) queste quattro salme saranno trasportate nel nostro Paese senza un precedente esame autoptico. Eppure, le autorità maldiviane hanno aperto un’inchiesta e interrogato tutti coloro che avevano partecipato al safari boat sullo yacht Duke of York.
Come è possibile che non venga svolto questo passaggio fondamentale da parte delle autorità locali per comprendere le cause del decesso? L’ambasciatore italiano nello Sri Lanka (competente anche per le Maldive), Damiano Francovigh, ha spiegato al Messaggero: «Normalmente alle Maldive non si eseguono autopsie, non mi risulta che ne siano mai state fatte in passato».
Le competenze
Le ragioni? La repubblica delle Maldive è un paese musulmano sunnita, tendenzialmente ci si limita a un esame esterno dei cadaveri quando c’è un’inchiesta giudiziaria. Inoltre, mancando le infrastrutture e le competenze per questo tipo di attività e di fronte a vittime straniere si preferisce che a eseguire le autopsie siano le autorità dei Paesi di provenienza una volta che i cadaveri siano stati rimpatriati.
Per questo la Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, in relazione alla morte dei cinque italiani che hanno perso la vita nell’atollo di Vaavu alle Maldive durante un’immersione subacquea, quando tutti i corpi saranno recuperati e riportati in Italia conferirà gli incarichi per le autopsie e affiderà una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi. La delega riguarderà anche l’ascolto dei connazionali che erano a bordo della safari boat Duke of York.
Il fatto che dal giorno della morte dei cinque sub a quello in cui sarà eseguita la prima autopsia passerà circa una settimana non dovrebbe comunque compromettere l’affidabilità dell’esito dell’esame autoptico.