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 2026  maggio 19 Martedì calendario

Disastro Exor, ma Elkann esulta: la paga sale a 24 mln

Domani pomeriggio ad Amsterdam si riunirà l’assemblea degli azionisti di Exor, la holding delle attività industriali e finanziarie delle famiglie Agnelli, Elkann, Nasi, per approvare il bilancio 2025. I toni sono mesti per quello che un tempo veniva celebrato come il più grande gruppo industriale italiano e che ora deve fare i conti soprattutto con le rovine dell’ex Fiat e gli altri disastri causati dalla gestione di John Elkann, il cinquantenne nipote dell’Avvocato che detiene il controllo. I conti sono in profondo rosso, c’è una perdita consolidata di -3,79 miliardi, ma per Elkann è un momento di festa perché nel 2025 il suo stipendio monetario è aumentato da un milione a 3,15 milioni di euro lordi. Inoltre sono maturate azioni gratuite del piano di incentivi triennale per un valore, dopo le tasse, di 21,2 milioni. In totale 24,35 milioni di busta paga.
Annunciati in sordina il 23 marzo quando l’attenzione generale era assorbita dall’esito del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, e “silenziati” dai mezzi d’informazione, i conti dell’anno scorso di Exor presentano una perdita da brividi, a causa soprattutto del tonfo di Stellantis, partecipata al 15,5%, in rosso per -22,3 miliardi. Questi risultati si confrontano con utili consistenti in tutti i quattro anni precedenti, nel 2024 l’attivo era di 14,67 miliardi.
Il bilancio di Exor viene costruito facendo la somma algebrica tra i dividendi incassati e la variazione nel valore di mercato delle attività di investimento, poi si sottraggono le spese generali, gli oneri finanziari e le tasse. Il risultato finale è determinato soprattutto dalla variazione del valore delle partecipazioni, misurato secondo la quotazione in Borsa per Stellantis, Ferrari, Cnh, Philips, Juventus o, per le partecipate non quotate, da stime. Su questa base si calcolano anche il valore lordo degli attivi (Gav), che nel consolidato è diminuito del 12,6% a 37,1 miliardi, e il valore netto degli attivi (Nav, esclusi i debiti delle holding), che si è ridotto del 13% a 33 miliardi.
Comunque lo si rigiri il bilancio 2025 di Exor è disastroso. In Borsa negli ultimi 12 mesi Exor ha perso il 26%, ieri ha chiuso a 65 euro (-0,8%).
Il cda guidato da Elkann propone agli azionisti la conferma del dividendo degli anni precedenti, 0,49 euro per azione che corrisponde a un totale di 100 milioni. Poco più di metà finirà alla Giovanni Agnelli Bv, la cassaforte proprietaria del 54,94% di Exor posseduta dai circa 200 eredi delle famiglie Agnelli, Elkann e Nasi, assetati di cedole.
Elkann ne avrà una bella fetta, perché possiede oltre il 40% della cassaforte, ma sono soprattutto i suoi compensi a renderlo felice: come detto nel 2025 ha ricevuto 3,15 milioni lordi tra stipendio e bonus per i risultati annuali, in più gli sono state assegnate 247.814 azioni dopo le tasse che alla data di maturazione, il 30 giugno 2025, valevano 21,2 milioni. Dovrà tenerle per almeno due anni prima di venderle.
In totale 24,36 milioni di compensi da Exor, ai quali Elkann aggiunge 2,34 milioni da presidente di Stellantis e 4,42 milioni da presidente di Ferrari, per un totale di 31,12 milioni.
Elkann è in scadenza e l’assemblea dovrà rinnovargli il mandato. La conferma non è in discussione, visti i risultati.