repubblica.it, 19 maggio 2026
Asta record per quadri di Pollock e Brancusi
Pollock e Brancusi da record: un dipinto del maestro espressionista astratto e una testa in bronzo dello scultore romeno sono entrati nel “club dei 100 milioni”. A 181,2 milioni di dollari è stato infatti venduto lunedì sera all’asta da Christie’s a New York Number 7A, 1948 di Jackson Pollock, uno dei tesori della collezione del magnate dell’editoria e appassionato collezionista d’arte Samuel Irving Newhouse, scomparso nel 2017 all’età di 89 anni. Pochi minuti prima, una scultura in bronzo raffigurante una testa di Constantin Brancusi, risalente al 1913 circa e proveniente dalla stessa collezione, aveva raggiunto i 107,6 milioni di dollari.
Con le sue colature di colore nero accentuate da tocchi di rosso su un’enorme tela di oltre tre metri, Number 7A, 1948 è l’opera con cui «Pollock si libera finalmente dalle catene della pittura convenzionale da cavalletto e produce uno dei primi dipinti veramente astratti nella storia dell’arte», ha dichiarato Christie’s in un comunicato. Un vorticoso dipinto “drip” del 1948, creato da Pollock lanciando, spruzzando e versando vernice a olio e smalto sulla superficie di una tela stesa sul pavimento del suo fienile a Springs, New York.
Secondo Artnews, con questa vendita diventa la quarta opera più costosa mai battuta all’asta. Il precedente record per il pittore espressionista astratto era di 61,2 milioni di dollari, stabilito nel 2021 da Sotheby’s per un’opera di dimensioni molto più ridotte. E sono bastati solo sette minuti per superarlo. La tela di Newhouse, lunga quasi 3,3 metri, è stato il primo dipinto a goccia su larga scala di Pollock a essere messo all’asta dal 1961, secondo Christie’s. Altri due dipinti a goccia del 1948 sono stati venduti privatamente per 140 milioni di dollari (nel 2006) e 200 milioni di dollari (nel 2015). Ma le principali opere del dopoguerra dell’artista raramente arrivano all’asta.
L’altro record riguarda la scultura di Brancusi Danaïde, che partiva da una stima di 100 milioni di dollari. Newhouse acquistò l’elegante testa -ispirata all’incontro dell’artista rumeno con una giovane studentessa d’arte ungherese di nome Margit Pogany – per 18,2 milioni di dollari nel 2002. All’epoca, fu il prezzo più alto mai pagato all’asta per una scultura.
Subito dopo si sono piazzati il dipinto No. 15 (Two Greens and Red Stripe) di Mark Rothko del 1964 proveniente dalla collezione Gund venduto per 98,4 milioni di dollari e il Ritratto di Madame K. di Joan Miró che è stato acquistato per 53,5 milioni di dollari, battendo i record sia per Rothko (86,9 milioni di dollari) che per Miró (37 milioni di dollari) stabiliti nel 2012.
I risultati da capogiro raggiunti da Christie’s in quest’asta seguono una serie di record stabiliti da Sotheby’s a novembre scorso. Quando il Ritratto di Elizabeth Lederer di Klimt, dipinto tra il 1914 e il 1916, è stato venduto per 236,4 milioni di dollari, diventando la seconda opera più costosa mai battuta all’asta. E El sueño (La cama), Il Sogno (Il Letto), un autoritratto di Frida Kahlo del 1940, ha raggiunto la cifra di 54,7 milioni di dollari, stabilendo un record per un’opera di un’artista donna.
Ma il dipinto più costoso mai venduto all’asta rimane il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci, acquistato per 450 milioni di dollari nel 2017.