repubblica.it, 19 maggio 2026
Usa, se ne vanno più americani di quanti restano: è la prima volta in 50 anni
Il presidente Donald Trump ripete che gli Stati Uniti “non sono mai stati così hot come adesso”, cioè attraenti agli occhi del resto del mondo. Ma la realtà indica un’altra situazione: mentre milioni di persone hanno deciso di non visitare gli Usa (calo del 9% nel 2025 rispetto al 2024), molti residenti stanno lasciando il Paese. Secondo una ricerca condotta dal Brooking Institution, un istituto di ricerca indipendente che studia politiche pubbliche, economia e affari internazionale, per la prima volta in 50 anni più persone lasciano gli Stati Uniti rispetto a quelle che scelgono di venire a viverci.
Il bilancio in negativo oscilla tra -10 mila e -295 mila, una forbice ampia (la migrazione netta è una delle statistiche più difficili da misurare in tempo reale, in futuro arriveranno dati più precisi), ma in ogni modo per la prima volta c’è il segno meno nel saldo tra ingressi e partenze. Le politiche migratorie dell’amministrazione Trump e le deportazioni giocano un ruolo decisivo, ma ad andare via sono molti cittadini con passaporto americano e lo fanno per motivi di studio, lavoro, per crescere una famiglia a costi ragionevoli o poter vivere in un Paese dove l’assistenza sanitaria è pubblica.
Expatsi, una società che offre pacchetti per gli americani che vogliono emigrare, sta registrando molte richieste. L’azienda, lanciata nel 2022, ha organizzato il suo secondo Move Abroad Con annuale a San Diego. Seicento americani hanno partecipato, il doppio rispetto al primo evento, organizzato a maggio dell’anno scorso. La maggioranza, circa l’89 per cento, ha detto di voler lasciare gli Stati Uniti per ragioni politiche. Altri dicono di voler partire per inseguire una crescita personale. Più di un americano su due mette il “risparmio” tra i motivi principali. Circa due terzi degli intervistati spera di trasferirsi entro due anni e ha un budget mensile di circa 3.856 dollari, pari a circa 3300 euro).
Gli aspiranti emigranti sono soprattutto single (44%), seguiti da coppie (39%) e famiglie con figli (17%). Tra i motivi politici indicati come causa, figurano molti elementi legati alla svolta conservatrice del Paese, come la decisione della Corte Suprema di rimuovere il diritto costituzionale all’aborto, e le sentenze che hanno ridotto i diritti per le minoranze, a cominciare dagli afroamericani.
Il Messico sta diventando una delle mete viste dagli americani come possibile posto dove ricominciare. L’elezione della prima presidente donna, Claudia Sheinbaum, e le leggi federali sull’uguaglianza di genere, sono considerati segnali di un Paese più aperto e proiettato verso il futuro. Ma anche la Spagna è in cima al gradimento grazie al clima e il costo della vita decisamente più basso rispetto a quello americano. Per molti, secondo gli organizzatori del convegno, a incidere sui trasferimenti potrebbe essere il risultato delle elezioni di midterm, in programma a novembre, quando gli americani eleggeranno il nuovo Congresso. Una vittoria dei repubblicani potrebbe spingere molti ad andare via.