repubblica.it, 19 maggio 2026
Siena, odio razziale e apologia di nazismo: denunciati 13 minorenni
Esaltavano l’ideologia nazista. Nelle chat messaggi di odio e violenza contro gli immigrati. Tenevano oggetti con impresso il logo del Terzo Reich: è stato, tra gli altri, sequestrato un tirapugni di ferro con svastica, un busto di Mussolini. Avevano immagini raffiguranti Adolf Hitler. Ma sono accusati anche di detenzione illegale di armi, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico. Questo il pesante quadro di accuse mosso a 13 minorenni, tutti residenti nella provincia senese, denunciati dai poliziotti di Siena. Un’inchiesta condotta dalla Digos, con il coordinamento della Procura dei minori, e denominata “Format 18”: ilnome usato dagli indagati e un tempo appartenuto a un gruppo neonazista russo con sede nella capitale Mosca.
Le indagini
Secondo gli investigatori, che hanno condotto perquisizioni e sequestri, più ragazzini si stavano organizzando per entrare in azione. Avevano radunato armi e c’era l’obiettivo di organizzare ronde e spedizioni punitive contro extracomunitari nel territorio senese. Gli indagati hanno tra i 15 e i 17 anni, frequentano tutti la stessa scuola. Tra loro anche una ragazza. I primi accertamenti erano scattati la scorsa estate dopo la segnalazione di due genitori, preoccupati perché loro figlio (estraneo ai fatti) era stato avvicinato da alcuni coetanei che gli avevano proposto delle armi. Nelle case di alcuni minori coinvolti sono stati trovati molteplici oggetti con marchi nazifascisti, esposti in vetrine o appoggiati sulle mensole. Alcune famiglie, dopo le perquisizioni – secondo quanto riferito dalla polizia – avrebbero quasi sminuito le gesta dei figli, senza una ferma condanna. Nelle chat – quattro in tutto – finite sotto la lente d’ingrandimento della digos, venivano scambiati messaggi di esaltazione della razza bianca, di Hitler e Mussolini, nonché condivisi filmati, scaricati dal dark web, di pestaggi contro gli immigrati (non compiuti da loro). Si inviavano anche informazioni su come costruire ordigni artigianali ed erano andati nelle campagne a provare a farne esplodere uno. La chat principale era chiamata “Partito repubblicano fascista”.
Il precedente
Il mese scorso, sempre nel senese, era stato perquisito un altro giovane, nell’ambito dell’inchiesta – che aveva portato agli arresti domiciliari un diciannovenne residente a Pavia – su una rete online dedita alla propaganda razzista, antisemita e all’istigazione a delinquere. Durante un’attività di monitoraggio online di ambienti di estrema destra radicale, erano stati intercettati i primi messaggi di discriminazione razziale e religiosa che avevano poi condotto a scoprire un intero gruppo i cui si arrivava anche a esaltare il genocidio ebraico.