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 2026  maggio 19 Martedì calendario

Indagine interna a Bff Bank per carenze e irregolarità

Spunta un’indagine speciale interna, da cui sono emerse «gravi carenze e irregolarità», dietro all’ispezione di Bankitalia su Bff Bank, istituto specializzato nel factoring (acquisto di crediti a sconto, soprattutto dalla pubblica amministrazione). Un’indagine che aiuta a capire perché Palazzo Koch, la cui ispezione è tuttora in corso, a fine marzo ha deciso l’affiancamento temporaneo di due commissari, Raffaele Lener e Francesco Fioretto, al cda oggi guidato da Giuseppe Sica.
Già a settembre il sindaco Vittorio Dell’Atti aveva segnalato al presidente di Bff Ranieri de Marchis «irregolarità e criticità». Tuttavia, il cda, all’epoca ancora guidato da Massimiliano Belingheri, aveva ritenuto mancassero elementi per promuovere un’azione di responsabilità. Si arriva a novembre, quando il responsabile internal audit Gianluca Poletti informa il consiglio di avere avviato una special investigation sulla presunta contabilizzazione errata degli incassi dal 2019 al 2023, che appare finalizzata a creare plusvalenze sugli interessi di mora. Sempre a novembre, il collegio sindacale, con l’aiuto dei consulenti esterni di EY, trasmette una segnalazione sugli esiti preliminari dell’indagine speciale a Bankitalia. Che a dicembre avvia l’ispezione ancora in corso.
Nel frattempo, la special investigation si estende evidenziando «gravi irregolarità e carenze». Tra queste, oltre alla contabilizzazione degli incassi per «creare indebite plusvalenze sugli interessi di mora», anche «l’assenza di regole e comportamenti appropriati di numerosi manager, non ispirati a principi di sana e prudente gestione né di corretta amministrazione».
E, ancora, «flussi informativi non tempestivi e non completi verso gli organi di governance» nonché «l’assenza di un sistema di procedure» per il «rispetto della normativa sulla classificazione del portafoglio factoring». Anche da qui, a febbraio, la contabilizzazione più rigorosa di alcune voci, con annessi impatti negativi sul bilancio di Bff, e il passo indietro dell’ad Belingheri, a marzo uscito anche dal cda. In proposito, il collegio sindacale ha espresso forti perplessità sul patto di non concorrenza da 4 milioni, pagato a febbraio a Belingheri grazie al voto decisivo di de Marchis e nonostante il parere contrario unanime del comitato remunerazioni.
In generale, complice anche l’azione di via Nazionale, la banca ha attuato una serie di correzioni e rimedi per rimettersi in carreggiata, sulla cui implementazione il collegio sindacale monitorerà per tutto il 2026. L’organo interno ha, inoltre, trasmesso i documenti alla Consob e verosimilmente sono arrivati anche sul tavolo della Procura di Milano, che ha già in corso un’indagine con l’ipotesi di falso in bilancio.
Non solo: ancora l’8 maggio, il collegio ha segnalato «l’irregolarità consistente nel ricorso massivo ad azioni legali di recupero di crediti, finalizzato a eludere la nuova normativa». Intanto, il 15 maggio, il bilancio del 2025 di Bff, chiuso con un utile netto consolidato di 37 milioni, è stato firmato dai revisori di Kpmg con un richiamo d’informativa sulla continuità aziendale, su cui aleggia una «incertezza significativa».