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 2026  maggio 19 Martedì calendario

Corrado Ferlaino festeggia il 95° compleanno

Corrado Ferlaino ha compiuto ieri 95 anni. E ha festeggiato con gli amici e la compagna Roberta Cassol in un ristorante di via Partenope. Bollicine, una giornata illuminata dal sole e un corno di Marco Ferrigno come regalo: un dono di buona fortuna ad un uomo che mantiene gli occhi saldamente puntati sul futuro e ha all’attivo una storia personale e professionale profondamente avvinta a Napoli e non solo alla sua squadra di calcio.
Quattro mogli e cinque figli, la passione per le belle donne e il cinema, un’articolata attività da costruttore e immobiliarista, vicende giudiziarie affrontate con piglio deciso, campione in diverse gare automobilistiche, il forzato addio al tennis dopo una squalifica a vita arrivata perché aveva picchiato un arbitro, l’acquisto di Maradona... La sua è una vita rocambolesca e difficile da riassumere.
Dunque, auguri presidente. O preferisce ingegnere?
«Ingegnere è meglio. Presidente appartiene al passato, ingegnere definisce invece quello che sono oggi e sempre. Sono costantemente attivo nel lavoro. Quando serve vado in ufficio e organizzo gli impegni e le cose da fare con i figli che sono al mio fianco e con la mia compagna Roberta Cassol. Qualche volta posso assentarmi, ma continuo ad essere coinvolto nel lavoro».
Come presidente del Napoli – il presidente che portò in città Maradona – è tuttavia indimenticato.
«Comprendo questo punto di vista. Maradona è davvero indimenticabile, ma è il passato ed è una dimensione che vivo di meno di quello che è invece il mio lavoro, il mio presente».
Come ha vissuto questa giornata di compleanno così tondo e importante?
«Intensamente. È stata una giornata all’insegna di grandi festeggiamenti con amici cari».
Cosa la rende davvero felice?
«Come tutti, se gli amici cari mi sono vicino sono felice. Ho una spirito, come tanti, incline alla socialità. Lavorare, seguire i ritmi di sempre, sapere che coltivo affetti ricambiati sono le cose che mi fanno stare bene».
E i suoi figli?
«Mi hanno telefonato. Con loro ci sentiamo spesso. Due mi affiancano nel lavoro, Luca è a Roma, Francesca è una grande scienziata molto richiesta e vive in Austria. Sento tantissimo la loro presenza».
Lei continua a guidare personalmente la sua auto?
«Abito in zona Posillipo e mi sposto in auto. Guido io, e guido anche molto bene. Del resto sono stato un campione italiano».
Programmi per la serata?
«Per ora sono stanco morto, credo che per una volta mi riposerò».
Esce spesso, ha una vita sociale molto attiva?
«Decisamente varia. Esco sempre, in un modo o nell’altro, mi sposto e faccio cose diverse. Mi piace riempire la giornata di impegni. Sono stato educato a rifuggire dall’ozio. Non vado mai neanche in vacanza. Mi sposto da Napoli per andare dai figli o per qualche motivo specifico».
E come vive a Napoli?
«Benissimo, è una città meravigliosa, al centro di un Golfo e dominata da un vulcano. È unica nel suo genere».
L’America’s Cup è all’orizzonte, mentre il tennis raccoglie attenzioni e consensi. Segue gli sport minori?
«Li seguo e mi compiaccio di quello che vedo. L’America’s Cup sarà una bella occasione. Qualunque iniziativa coinvolga Napoli mi entusiasma e questo è un momento in cui vedo tantissime cose interessanti, diverse, molto belle e positive».
Dobbiamo parlare di calcio, anche se appartiene al passato. Segue il Napoli?
«Il calcio lo seguo sempre, ma solo come spettatore. Uno spettatore più che altro televisivo: vado poco allo stadio. È uno sport che occupa un posto speciale nel mio cuore, ma non potrebbe essere diversamente: ho dedicato 40 anni alla presidenza del Calcio Napoli. È una cosa che adoro ricordare, ricordo tutto nettamente e distintamente di quegli anni».
Quarant’anni da presidente... Considerando che ha avuto quattro mogli, è stato più fedele al Napoli che alla signore della sua vita...
«Non c’è dubbio. Il Napoli è stato un grande amore, le donne della mia vita sono state amori un po’ momentanei, parziali. Sono stato più fedele al calcio che alle donne... Ora sto con Roberta e ci vivo molto bene insieme. Sarà la consapevolezza della maturità».