corriere.it, 19 maggio 2026
Migranti, nel 2026 calati gli sbarchi del 40% in tutta la Ue
Gli arrivi di migranti irregolari in tutto il territorio della Ue sono crollati del 40% nei primi 4 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo ha reso noto il bollettino di Frontex, l’agenzia dell’Unione Europea che monitora i flussi migratori e i movimenti alle frontiere esterne. Il dato è abbastanza omogeneo lungo tutte le principali rotte che attraversano il Mediterraneo e il drastico calo fa seguito alla diminuzione già registrata l’anno passato, quando gli sbarchi avevano avuto un segno meno del 25%.
Il dato di Frontex riscrive in maniera radicale la lettura che spesso viene data del fenomeno migratorio, descritta come «invasione» di stranieri. La stessa agenzia, tuttavia, sottolinea che il calo è dovuto a fattori ben precisi ma che la pressione alle frontiere europee potrebbe aumentare in conseguenza delle turbolenze internazionali che scuotono il Medio Oriente e l’Africa.
I dati preliminari diffusi da Bruxelles dicono che gli arrivi di migranti irregolari tra gennaio e fine aprile sono stati 28.500, come detto il 40% in meno rispetto ai primi quattro mesi del 2025. La rotta del Mediterraneo occidentale (quella che conduce alle coste della Spagna) ha registrato il crollo più eclatante, addirittura del 78%. Quella del Mediterraneo centrale (tra Nordafrica e Italia) resta la più trafficata ma si è «prosciugata» del 45% rispetto al primo quadrimestre 2025, Anche perché la Libia resta il punto di partenza più trafficato. Più contenuto il calo verso le coste della Grecia, «appena» del 32%. In controtendenza (ma numericamente meno rilevanti) il percorso che porta i migranti verso le isole Canarie, aumentato del 78%. Da ultimo il percorso terrestre che risale i Balcani ha avuto una diminuzione del 19%.
Come spiegare un cosi vistoso crollo degli sbarchi? Frontex lo attribuisce a più fattori. Ad esempio gli accordi sottoscritti dalla Spagna con i governi di Senegal, Mauritania e Gambia che hanno frenato le partenze ma anche il fatto che le condizioni meteo nei primi mesi dell’anno non hanno favorito gli attraversamenti. L’agenzia Ue invita comunque a moderare l’ottimismo poiché le reti dei trafficanti si adattano facilmente e la situazione può cambiare rapidamente.
«Il numero complessivo di arrivi irregolari continua a diminuire – sottolinea Frontex -, ma il costo umano rimane devastante. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oltre 1200 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. Le reti criminali di trafficanti continuano a inviare persone in traversate pericolose su imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, indipendentemente dalle condizioni».
Il report si concentra poi sul Medio Oriente, dove la situazione resta volatile: un numero consistente di rifugiati si è spostato in Libano e da qui potrebbe tentare la traversata verso Cipro e altre destinazioni del Mediterraneo.