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 2026  maggio 19 Martedì calendario

Balneari, la Cassazione blinda la decisione anti-proroghe

Nessuna proroga. La Cassazione ha detto no a 22 società di balneari riminesi che avevano impugnato la storica sentenza del 2021 del Consiglio di Stato che boccia le proroghe automatiche delle concessioni balneari al 2033. L’ordinanza n. 14568/2026 delle Sezioni riunite della Cassazione giudica il ricorso delle 22 società inammissibile perché i ricorrenti non erano parte del giudizio amministrativo contestato. I gestori degli stabilimenti contestavano la famosa sentenza 17/2021 del Consiglio di Stato che bocciava la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative perché in contrasto con le norme comunitarie. Secondo i ricorrenti, il Consiglio di Stato (ma anche Il Tar con le sue sentenze) non dovevano intervenire giudicando illegittime leggi nazionali con conseguenze su tutto il territorio, inclusi concessionari estranei al giudizio: avevano quindi contestato il difetto di giurisdizione, chiamando in giudizio anche la presidenza del Consiglio dei ministri, l’Autorità garante della concorrenza e il Comune di Rimini. La Cassazione ha però bocciato questa impostazione, giudicando i 22 gestori estranei al giudizio: «Non sono stati parti del processo». L’effetto della bocciatura del ricorso si traduce quindi come un nuovo no alla proroga automatica delle concessioni – stabilito nel 2021 dal Consiglio di Stato appunto –, con le concessioni demaniali che, come ordina la direttiva europea Bolkestein, invece devono andare a gara. E il settore è però ancora in attesa di una riforma complessiva, più volte promessa dal governo, mentre i Tribunali amministrativi vanno avanti nell’annullare proroghe o assegnazioni irregolari e i Comuni indicono «gare-ponte» mettendo a bando le concessioni scadute. Appena qualche giorno fa la Regione Calabria ha approvato una legge che, in assenza di interesse frontaliero (e quindi senza l’obbligo della Bolkestein), rimette ai Comuni la possibilità di assegnare le concessioni demaniali delle proprie spiagge.