Corriere della Sera, 19 maggio 2026
La sfida Unicredit-Commerz. I tedeschi: non accettare l’offerta
È di nuovo nein. Commerzbank rispedisce al mittente l’offerta di Unicredit e invita gli azionisti a non aderirvi pubblicando un documento di 137 pagine per demolirla: «Non offre un premio adeguato e non ha presentato un piano strategico coerente e credibile per una fusione», affermano il cda e il consiglio di sorveglianza della banca tedesca. Entrambi gli organi sono convinti che, attuando la strategia Momentum 2030, Commerzbank crei un valore maggiore su base autonoma rispetto alla proposta di Unicredit. Secondo i due organi di governance l’istituto guidato da Andrea Orcel «sottostima in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvaluta le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico». Inoltre «quella che viene descritta come una fusione è in realtà una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto enorme sul nostro modello di business collaudato e redditizio», ha dichiarato l’ad Bettina Orlopp, che, però nei giorni scorsi ha annunciato un ulteriore taglio al personale di 3mila persone (l’8% del totale) per risparmiare 450 milioni di euro. Gli esuberi arrivano dopo i 10mila tagli a inizio decennio e i 3.900 del 2024.
L’ops è stata definita un «tentativo opportunistico» di prendere il controllo della banca senza riconoscere un premio adeguato agli azionisti. L’istituto italiano offre 0,485 azioni proprie per ogni titolo Commerz. Una proposta che valorizza la banca tedesca circa 37 miliardi di euro, cioè meno della sua market cap, arrivata a 40 miliardi. Inoltre «le incertezze geopolitiche e legate alla potenziale vendita» di alcune attività «legate all’esposizione di Unicredit alla Russia sono un fattore che potrebbe avere un impatto negativo sia sulla posizione patrimoniale che sulla redditività di UniCredit e quindi sul valore delle sue azioni». Insomma «le proposte speculative di UniCredit comportano rischi considerevoli, mettendo a repentaglio i rapporti con la clientela che Commerzbank ha costruito sulla fiducia e sull’affidabilità, nonché la motivazione dei propri dipendenti», ha aggiunto Jens Weidmann, presidente del consiglio di sorveglianza e già numero uno della Bundesbank. Tuttavia cda e consiglio di sorveglianza «sono stati e rimarranno aperti al dialogo qualora UniCredit sia disposta a offrire agli azionisti di Commerzbank un premio attrattivo e a impegnarsi in un piano che valorizzi i punti di forza del modello di business e della strategia di Commerzbank».
La risposta di Unicredit è arrivata a stretto giro: «Prendiamo atto della pubblicazione del documento» di Commerzbank «e ne esamineremo attentamente il contenuto. Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto», ha dichiarato la banca. «Forniremo una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate». E intanto Orcel ha proseguito nella sua manovra di assedio, aumentando l’esposizione potenziale sull’istituto tedesco al 38,87%. In un documento di Borsa la quota in azioni resta al pari al 26,77% del capitale a cui si aggiunge un altro pacchetto del 3,22% legato a total return swap. Il totale è del 29,9%. Più un altro 8,88% relativo a derivati regolati esclusivamente in contanti.