Corriere della Sera, 19 maggio 2026
Francesca Fialdini parla di Massa e della sua infanzia
Francesca Fialdini definisce il suo rapporto con Massa «viscerale». Una connessione mai interrotta al punto che ora, la conduttrice (è in onda la domenica con Da noi... a ruota libera su Rai1 e con Fame d’amore su Rai3), vuole tornare a vivere lì: «Sto cercando casa. Se me lo avessero detto anche solo tre, quattro anni fa avrei risposto che era impossibile, invece adesso non vedo l’ora».
A cosa si deve questo cambiamento?
«Negli ultimi anni sto lavorando tanto... questo, unito all’età, mi ha fatto sentire il richiamo delle radici. Ho voglia di frequentare di nuovo con continuità i miei posti, i miei amici, i genitori... insomma riprendere il racconto rimasto sospeso quando avevo 18 anni».
È quando ha deciso di trasferirsi?
«Sì, perché Massa è anche la città che mi ha fatto desiderare di andarmene. Sono luoghi che o ti calzano a pennello o ti fanno mancare l’aria. Ma oggi io la ringrazio anche per avermi dato il calcio nel sedere al momento giusto».
Come era la sua infanzia lì?
«Lì la vita è molto semplice, legata alle montagne – le Alpi Apuane – e al mare. Dal punto di vista paesaggistico non l’avrei mai cambiata con niente al mondo: abbiamo tutto a portata di mano. Sia per guardare le cose dall’alto verso il basso che dal basso verso l’alto. Dell’infanzia ricordo le grandi estati».
Con i suoi amici?
«Certo. Dai tredici anni era un tempo delle mele continuo, le vacanze duravano un’eternità. Gli amori estivi diventavano mitologici... con le nostre comitive andavamo a Forte o a Viareggio, nei luoghi vicini. Era una vita di provincia fortunata. E ancora oggi, se vado fuori a cena, scelgo gli stessi posti di allora».
Ad esempio?
«Le osterie di una volta, quelle dei piatti tipici, dove trovi il baccalà marinato, la polenta con le rape, le cose fatte in casa. Il legame con la terra è fortissimo».
Chi l’ha vista crescere è orgoglioso del suo percorso? Della donna che è diventata?
«Sì, chi mi ha vista crescere è felice per me ed è contento anche di vedermi, ogni volta che torno a casa. Il filo non si è interrotto. E devo dire che un po’ di ammirazione la sento soprattutto dopo Ballando con le stelle».
Non aveva iniziato a ballare in quei locali che frequentava da ragazza?
«Tra i divanetti, al massimo. A Milly (Carlucci, ndr.) lo avevo detto prima di accettare: non capisco niente di ballo. Il fatto che me la cavassi (era bravissima, ndr.) è stata una sorpresa per tutti, compresa me. Infatti ho abbandonato il ballo la sera stessa della finale: è così faticoso che o hai la vocazione o...».
Ricordi legati al Giro?
«Andavo a tifare Cipollini. Passavano sul lungomare e tutti noi eravamo convinti che fosse uno dei tratti più belli... siamo molto tifosi del nostro territorio e sono sicura che a Massa ci saranno tante persone che si accalcheranno alle transenne, orgogliosi della nostra terra. C’è un forte senso di appartenenza».
Andava anche lei in bicicletta?
«Accidenti! Ma poi ho avuto il motorino, bellissimo, rosso fiammante. Lo avevo chiamato Benji come il cartone Holly e Benji. Andavo io a prendere il mio primo fidanzatino».
Poi, a un certo punto, è arrivato il desiderio di lasciare tutto questo e partire...
«Temevo di rimanere imbrigliata nel contesto locale ma volevo almeno provare a far questo mestiere. Così, con l’università, ho deciso di andare a Roma. Mi ha offerto tanto, ma l’ho sempre intesa come una città di transito».
E ora è pronta per tornare a Massa, quindi?
«Sì, impaziente. Da giovane pensi che il mondo sia molto più grande di quello vivi, ma poi torni volentieri a vederlo dalla finestra di casa: le cose più importati sono quelle che hai lasciato alle spalle».