Corriere della Sera, 19 maggio 2026
Flotilla, Israele blocca 32 navi
La marina israeliana ha voluto spegnere sul nascere la Global Sumud Flotilla, la missione internazionale partita dalla Turchia alla volta di Gaza «per rompere l’assedio imposto da Israele». Ieri sera erano più di una trentina le barche intercettate sulle 54 partite e 13 gli italiani fermati al largo di Cipro. Le immagini diffuse in diretta dagli attivisti mostrano le motovedette israeliane avvicinarsi alle imbarcazioni mentre i partecipanti indossano giubbotti di salvataggio e alzano le mani. In altri video si vedono militari israeliani in equipaggiamento tattico salire a bordo delle barche, mentre le dirette streaming si interrompono improvvisamente.
Israele ha diffuso filmati degli attivisti trasferiti sulle navi della marina militare. «Finora non è stato trovato alcun aiuto sulle imbarcazioni» ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, a riprova, spiega, che la missione è «una provocazione fine a se stessa». Ieri sera il premier Netanyahu ha anche telefonato ai marinai israeliani complimentandosi per il «lavoro eccezionale».
Alla missione partecipano oltre 450 attivisti provenienti da 55 Paesi diversi. Alcuni sono dei veterani, altri invece affrontano la prima traversata. «Continueremo anche se resterà una sola barca in mare» dice Dario Salvetti, del Collettivo di fabbrica ex Gkn, che ha raccontato ore di inseguimenti e tensione. I flottillanti fermati potrebbero essere sbarcati a Cipro oppure portati nel porto israeliano di Ashdod, dove saranno trattenuti o immediatamente espulsi.
La crisi, intanto, assume una dimensione diplomatica. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha invitato Israele a «rilasciare immediatamente» i connazionali fermati. Anche Madrid ha convocato la diplomatica israeliana di massimo grado presente in Spagna, l’incaricata d’affari Dana Erlich, mentre il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha parlato di «evidente violazione del diritto internazionale». Tra gli attivisti fermati c’è anche Margaret Connolly, medica irlandese e sorella della presidente Catherine Connolly, che ha definito la vicenda «davvero sconvolgente» dicendosi «molto preoccupata» per la sorte della sua congiunta.
Durissima la reazione della Turchia, che ha definito l’intervento israeliano «un nuovo atto di pirateria». Parole simili a quelle usate da Hamas che ha invitato la comunità internazionale, le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie a condannare Israele.
Proteste sono scoppiate anche in Grecia. Il movimento March to Gaza Greece accusa la guardia costiera cipriota di non aver risposto ai segnali di aiuto lanciati dalle imbarcazioni della flottiglia.
Non è la prima flottiglia ad essere fermata. Lo scorso 30 aprile oltre venti imbarcazioni erano state intercettate vicino a Creta. Due attivisti, il palestinese con cittadinanza spagnola Saif Abukeshek e il brasiliano Thiago Ávila, furono detenuti per giorni e poi espulsi. Lo scorso ottobre accadde la stessa cosa con il fermo di centinaia di attivisti, tra cui Greta Thunberg. L’episodio più violento risale al 2010 quando la turca Mavi Marmara fu abbordata dai commandos israeliani, l’equipaggio reagì e dieci attivisti morirono.