Corriere della Sera, 19 maggio 2026
El Koudri, le email blasfeme all’università e poi le scuse
Oppositivo, a tratti rabbioso. Deluso dal mancato riconoscimento di qualità e competenze. Degli studi che aveva seguito con profitto. Della laurea in Economia aziendale conseguita a Modena. Poi, di colpo, calmo.
Chi indaga lavora anche su questo aspetto della personalità complicata e malata di Salim El Koudri. Non si esclude che il giovane si aspettasse un futuro diverso e quando ha capito che davanti a lui c’era un muro, ha dato sfogo a ciò che aveva dentro. Ben prima di sabato scorso nel centro di Modena, anche se con modalità completamente differenti. Lo ha fatto ad esempio la sera del 27 aprile 2021, quando in 20 minuti, fra le 19.28 e le 19.48, ha inviato 4 e-mail all’indirizzo dell’Uni MoRe (Università di Modena e Reggio Emilia). Da «fatemi lavorare» ha proseguito con frasi esplicite e dirette: «Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene». Poi è passato agli insulti. «Bastardi cristiani di merda, voi e il vostro Gesù Cristo (scritto in minuscolo) in croce. Lo brucio». Per chiudere con un altro «fatemi lavorare».
Mail ora analizzate per tracciare il profilo psichiatrico del 31enne che si è lanciato in auto a tutta velocità sui passanti in via Emilia, ma anche per capire se ci sia un risvolto di emulazione di atti di terrorismo commessi in mezza Europa negli ultimi dieci anni con le medesime modalità.
Quella stessa sera, rendendosi conto di quello che aveva scritto, El Koudri è tornato sui propri passi. Come se avesse ripreso il controllo. «Mi dispiace per la maleducazione», ha scritto ancora all’ateneo. E poi: «Non riesco a trovare lavoro coerente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo, ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie». Una richiesta d’aiuto che non avrebbe ricevuto risposta. «Gliele ho lette e gli ho chiesto spiegazioni – dice il suo avvocato Fausto Gianelli in riferimento a quelle mail —. Lui non ha detto di non averle spedite, non si ricordava minimamente di questo episodio. Ha detto di avere avuto problemi sul lavoro». Prima studente, poi laureato. Quindi disoccupato. Sempre più solo da un anno e mezzo almeno. In cerca di un posto e con problemi di testa del quale si era accorto tanto da presentarsi al Cim di Castelfranco Emilia chiedendo di essere curato. L’inizio di un percorso anche farmacologico, poi abbandonato.
Ogni aspetto della vita recente di El Koudri viene analizzato dalla polizia, in attesa dei risultati della perizia sul suo telefonino per capire se negli ultimi tempi avesse subito l’influenza di qualcuno o si fosse confidato con i suoi contatti sulle preoccupazioni collegate alla mancanza di un lavoro.
Allo stesso tempo chi indaga aspetta i riscontri di Meta sul contenuto dei messaggi che nel corso degli ultimi mesi sono stati cancellati dall’azienda dai suoi profili social perché non corrispondenti alle regole di policy aziendale mentre sabato sera la stessa società leader nel settore delle piattaforme informatiche di comunicazione ha deciso di chiudere l’indirizzo dell’ex impiegato ora in carcere a Modena.
La collaborazione con Meta è già attivata: bisognerà adesso sapere se per ottenere le informazioni di cui la polizia postale ha bisogno sarà necessaria una rogatoria internazionale della Procura di Modena per poter ottenere da Manlo Park, nella baia di San Francisco,in California, quei dati fondamentali per sapere cosa El Koudri aveva pubblicato negli anni scorsi che il sistema di controllo autonomo ha segnalato oppure se lo abbia fatto un altro utente, o se basterà – visto che gli viene contestato il reato di strage – la gravità di quello che il 31enne ha fatto per spingere i responsabili della piattaforma a fornirli in tempi molto più brevi.