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 2026  maggio 18 Lunedì calendario

Due italiani su tre gettano cibo abitualmente

Diminuire lo spreco alimentare domestico non è più solo una scelta etica, ma una necessità economica e ambientale. In Italia, i dati del 2025 sono incoraggianti (-10% dello spreco alimentare pro capite sul 2024, pari a circa 554 grammi di cibo a settimana, tradotti in 7,3 miliardi di euro) ma i numeri restano ancora alti. Due italiani su tre affermano di sprecare cibo avanzato o scaduto (67,0%) e uno su quattro indica che questo capita abbastanza spesso o molto spesso (24,4%), mentre coloro a cui non capita mai sono meno di uno su 10, soltanto il 9,7%.
E in tempi di tensioni geopolitiche internazionali, ripercussioni sul carovita e inflazione sul carrello della spesa, la tendenza ad una dispensa essenziale diventa de-consumismo: scelte consapevoli e qualità nutrizionale diventano criterio guida negli acquisti.
Ma chi sono gli “spreconi alimentari”, cioè quelli a cui capita almeno a volte di buttare via cibo avanzato o scaduto? Si tratta in particolare dei più giovani, 18-29enni (80%) e 30-39enni (77%), adulti maturi (con i 40-49enni al 64% e 50-65enni al 58%).

In tale ambito, gli uomini (71%) confermano minor attenzione al problema, superando di 8 punti percentuali le donne (63%). C’è inoltre una differente geografia dello spreco, che incrementa andando verso il Meridione, dove si raggiunge il 72%, a conferma della necessità di continuare ad educare i consumatori italiani.

L’alleato anti-spreco
Il consumatore italiano riconosce il tonno in scatola come alimento “alleato” per limitare gli sprechi alimentari. Secondo 9 italiani su 10 (90,4%) è essenziale tenerlo sempre in dispensa
- grazie al fatto che è a lunga conservazione, versatile e utile ingrediente per arricchire preparazioni come insalate, pasta o fare polpette.
Le conserve ittiche sono il nostro «essenziale in dispensa», una valida e comoda alternativa al pesce fresco, pronta all’uso, con una lunga shelf life, senza sprechi e di elevate qualità nutrizionali. Lo rivela una ricerca condotta da AstraRicerche per Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), realizzata ad aprile su un campione di 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni.
I vantaggi
E dovendo indicare tre prodotti “salva frigo” all’interno di una lista proposta agli intervistati, oltre 6 italiani su 10 indicano proprio il tonno in scatola come re dell’anti-spreco, seguito a breve distanza dalla pasta e dal riso (64,6%) e dai legumi secchi in scatola/vetro (44,4%).
Più della metà degli italiani (90,4%), considera il tonno in scatola essenziale da tenere in dispensa per limitare gli sprechi alimentari.

Il motivo? Dalle risposte degli italiani, si conferma un profilo del prodotto positivo basato sull’alternanza fra motivazioni legate alla sfera alimentare/nutrizionale e quelle che hanno a che fare con la lunga durata e l’effetto anti-spreco.
Il 45,8% lo considera una opzione che – insieme all’insalata o a delle verdure e a una fonte di carboidrati – diventa un pasto completo. A questo si aggiungono la versatilità e la praticità: fa parte di tante ricette veloci (38,2%) e rende possibile mangiare qualcosa di buono con il minimo sforzo in cucina, perché pronto all’uso (35,9%).

Il recupero dell’olio
In fatto di tonno in scatola, gli italiani si confermano attenti al non sprecare neanche l’olio di conservazione: il 56,2% lo utilizza come ingrediente, percentuale in lenta, ma costante crescita.
Una ricerca condotta dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Parma per conto di ANCIT conferma che l’olio presente nella scatoletta di tonno è un alimento a tutti gli effetti, sicuro e utilizzabile come condimento o ingrediente in cucina. Di contro, permane ancora, purtroppo, 1 italiano su 4 che non utilizza l’olio, buttandolo nei rifiuti o addirittura nel lavandino.
La sfida del packaging
È comodo, di facile apertura e conservazione. Che sia in acciaio, in alluminio o in vetro, il packaging è pratico e versatile. Nel caso della scatoletta in acciaio, il tonno ha una durabilità che può arrivare a diversi anni dal momento del confezionamento e questo consente di non sprecare prodotto e di non generare rifiuti alimentari. Proprietà condivise anche dai vasetti di vetro, materiale che, come l’acciaio, è riciclabile al 100% e infinite volte senza perdere qualità.

Grazie al miglioramento del tasso di riciclo degli imballaggi, nel 2024 hanno trovato una seconda vita più di 435.500 tonnellate di acciaio e quasi 2 milioni e 103.000 di vetro.