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 2026  maggio 18 Lunedì calendario

Fine del "Late Show": Colbert butta le poltrone dal tetto

Stephen Colbert ha salutato “The Late Show” buttando dal tetto l’arredamento dello studio televisivo della Cbs. Letteralmente, insieme al fondatore dello spettacolo satirico serale David Letterman. Una scelta simbolica, oltre che surreale, per manifestare insieme nella maniera più plateale possibile il dissenso contro l’emittente accusata di essersi piegata alla volontà di Donald Trump.
"The Late Show” era una delle irriverenti trasmissioni con cui il pubblico adulto di divertiva prima di andare a dormire. Il passato diventerà obbligatorio da giovedì, data dell’ultima puntata. Gli ospiti finali non sono ancora stati rivelati, ma il lungo addio è cominciato con la ripetizione di uno scherzo fatto proprio da Letterman, lanciando dal tetto dell’Ed Sullivan Theater due poltroncine dello studio, la sedia del conduttore e alcune angurie. L’obiettivo da colpire in strada era un logo della Cbs. “Sono eccitatissimo dall’idea di distruggere proprietà della nostra tv”, ha detto Letterman, prima di cimentarsi nel lancio degli oggetti col successore Colbert.
La ragione non è solo professionale, col dispiacere di veder morire la propria creatura, ma soprattutto politica. “The Late Show” è stato sempre il più abrasivo, tra gli spettacoli serali americani, nella tradizione della satira che non risparmia nessuno e del Primo emendamento della Costituzione che garantisce a tutti la libertà di espressione.
Trump è stato spesso ospite del programma, ma da quando è presidente è diventato anche uno degli obiettivi preferiti delle prese in giro. Quando la Cbs è stata venduta alla Paramount, controllata dall’amico e alleato del capo della Casa Bianca Larry Ellison, una delle prime decisioni è stata licenziare Colbert e cancellare “The Late Show”, rimpiazzato con uno spettacolo appaltato a Byron Allen che promette di bandire la politica.
La scelta è stata giustificata con motivi economici, ossia il fatto che la trasmissione non era più redditizia, ma tanto Colbert, quanto Letterman, l’hanno criticata come una mossa fatta solo per compiacere Trump. Così sono state violate le regole basilari non solo della tradizione satirica americana, ma anche della democrazia e della Costituzione Usa. Da qui la protesta della distruzione di prorietà della Cbs. Ora resta da vedere se l’emittente la prenderà con filosofia, evitando risposte, oppure se la disputa finirà in tribunale, trasformandolo in una tribuna politica per denunciare l’attacco ai valori fondanti del paese.