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 2026  maggio 18 Lunedì calendario

L’Afd vola in Germania. Preoccupazione per il programma elettorale

Ormai è un bollettino di guerra. Sondaggio dopo sondaggio, l’Afd conquista nuove vette. Nell’indagine più recente l’ultradestra è arrivata al 29%, distaccando la Cdu/Csu di sette punti. Una débacle per il partito di Friedrich Merz, che sta disperatamente cercando di concordare con la Spd un ambizioso piano di riforme promesso sin dall’insediamento, oltre un anno fa. L’“autunno delle riforme” è rimasto lettera morta, e anche la primavera è passata invano. E secondo un altro sondaggio devastante, l’84% dei tedeschi è ormai convinto che l’attuale governo non possa risolvere i problemi della Germania.
Intanto i giornali tedeschi hanno rivelato già molti dettagli inquietanti dell’eversivo programma do governo dell’Afd in Sassonia-Anhalt, dove si vota il 6 settembre e l’ultradestra, schizzata al 41%, può aspirare a conquistare la maggioranza dei seggi nel parlamentino regionale e governare da sola.
Nel land della vecchia Germania dell’Est i servizi interni hanno classificato il partito da anni “sicuramente di estrema destra”. L’Afd ha prontamente promesso che sostituirà il capo dell’intelligence. E un lungo articolo dell’edizione domenicale della Faz ha descritto nel dettaglio come l’ultradestra stia preparando una nuova classe dirigente di giuristi e funzionari che sostituiscano quelli attuali in tutte le istituzioni.
Una delle promesse principali dell’Afd riguarda la famosa “remigrazione” e dunque un”offensiva dei respingimenti” e l’istituzione di una “guardia civica” anti-migranti. Anche la polizia dovrà essere impegnata a cacciare profughi e migranti fuori dal land, e il sindacato ha già espresso preoccupazione. Il “folclore dell’integrazione” deve finire, per l’ultradestra. E l’Afd non si fermerebbe neanche dinanzi al 15% di medici che hanno un passaporto straniero: secondo l’ultradestra le “differenze culturali” renderebbero gli “Importaerzte”, i “medici importati”, come vengono chiamati con disprezzo, inadatti a curare pazienti tedeschi. Razzismo nero su bianco.
A qualunque migrante che dovesse arrivare in Sassonia-Anhalt – quelli extraeuropei verrebbero banditi del tutto, inclusi gli ucraini – verrebbero confiscati soldi, gioielli e carte di credito. Una minaccia che ricorda tempi bui. Come quella di perseguire volontari e organizzazioni pro-migranti “con tutta la forza della legge” come recita il programma. E di raccogliere tutti i migranti in centri di accoglienza lontani dai centri abitati obbligandoli a svolgere lavori socialmente utili. I sussidi e gli aiuti ai richiedenti asilo verrebbero cancellati.
Dal punto di vista dell’istruzione, l’Afd punta a un “totale rovesciamento del sistema universitario” sintetizza il sociologo dell’Università di Magdeburgo-Stendal, Yves Mueller. Il programma prevede una forte limitazione dell’autonomia delle università e l’abolizione del riconoscimento dei diplomi scolastici e delle lauree conseguite all’estero.
La scuola è uno dei pilastri del programma dell’ultradestra, il cui slogan è “gli insegnanti devono essere neutrali”. L’ultradestra vuole decidere nel dettaglio anche i libri dei programmi e intende cancellare l’obbligo scolastico e qualsiasi programma che promuova l’inclusione o i valori democratici o “l’ideologia arcobaleno”, cioè il rispetto della comunità lgbtqi+. Nel mirino, soprattutto, le lezioni di storia, che l’Afd vuole dedicare alla celebrazione dei “successi” della Germania. Prevedibile che le due guerre mondiali scatenate dai Reich tedeschi nel Novecento saranno minimizzati, insieme alle atrocità del nazismo. Del resto un esponente di spicco dell’Afd nazionale, Alexander Gauland, ha ricordato già anni fa che il nazismo andrebbe considerato una “cacata d’uccello nella millenaria storia tedesca”. L’Afd vuole imporre alle scuole di issare la bandiera tedesca ogni mattina e far cantare l’inno nazionale agli scolari prima dell’inizio delle lezioni. E vuole riprendere gli scambi culturali con la Russia.
Anche sul piano culturale l’Afd ha idee ambiziose. L’ultradestra ha già dichiarato una guerra totale alla modernità. Intende trasformare la terra di Lutero in un “modello della politica culturale”, in un luogo dove sfogare fantasie patriottiche e cancellare il presunto “complesso di colpa” per gli orrori del nazismo. Il piano, tra l’altro, è quello di costruire monumenti ai soldati tedeschi caduti nelle guerre. Inclusa la Seconda guerra mondiale scatenata dalla Germania nazista.
Istituzioni storiche come la Fondazione del Bauhaus a Dessau sono già in allarme: il vice del partito, Thomas Tillschneider, ha criticato lo storico movimento dell’avanguardia tedesca degli anni Venti come “distruttivo della tradizione” e l’ha definito una corrente artistica che “stupra il bisogno di accudimento umano”. L’esponente della Linke, Wulf Gallert, gli ha risposto: “perché non dice semplicemente ciò che pensa. Dica ciò che dissero i suoi predecessori: è arte degenerata”.
I nazisti cancellarono le avanguardie, definirono le opere degli artisti ebrei “degenerate” e le vietarono. Anche la campagna dell’Afd a favore del “pensare tedesco” viene dritta dritta dal dodicennio hitleriano. Soprattutto: all’inizio degli anni Venti il Bauhaus fu costretto a trasferirsi da Weimar, dov’era nato su iniziativa di Walter Gropius, a Dessau, proprio per l’emergere di tendenze nazionaliste e voelkisch. Nel 1930, quando i nazisti arrivarono al potere in Turingia, il Bauhaus fu del tutto spazzato via. E l’Afd sta rinfocolando da anni, in Turingia e Sassonia-Anhalt, la guerra contro uno dei più importanti movimenti d’avanguardia del Novecento.