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 2026  maggio 18 Lunedì calendario

La Cpi indaga sulle violenze dei coloni

All’Aia il dossier Israele non è ancora chiuso. Le posizioni di alcuni componenti del governo in carica e di un paio di alti ufficiali dell’esercito dello Stato ebraico sono sotto la lente dell’ufficio del procuratore, che è organo inquirente, e indipendente, della Corte penale internazionale (Cpi). Secondo quanto trapela sulla stampa israeliana, i nomi al vaglio sono quelli di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, i due ministri estremisti e messianici noti per il continuo incitamento all’odio contro i palestinesi e per il sostegno ai coloni più violenti, ai quali si aggiunge Orit Malka Strook, la ministra degli Insediamenti e delle Missioni nazionali, anch’essa di estrema destra.
Non ci sono conferme ufficiali, e del resto un organo inquirente di prassi non le dà, ma più elementi fanno capire che l’inchiesta non si è conclusa con i mandati di arresto per Benjamin Netanyahu e per l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, spiccati dalla Cpi nel novembre 2024 per crimini di guerra e crimini contro l’umanità: erano legati al conflitto a Gaza e alle limitazioni imposte all’ingresso di aiuti umanitari, carburante e medicine, che hanno provocato la fame e il peggioramento delle condizioni dei gazawi. Provvedimenti che hanno fatto infuriare Israele e convinto Trump a emettere sanzioni contro il tribunale, «per le sue azioni illegittime e prive di fondamento che colpiscono l’America e il nostro stretto alleato».
Karim Khan, l’avvocato inglese 56 enne che dal 2021 ricopre il ruolo di procuratore della Cpi, l’anno scorso si è autosospeso per l’accusa di molestie rivoltegli da una collega dell’ufficio, divenuta oggetto poi di un’indagine delle Nazioni Unite. A marzo, però, durante un’intervista, ha detto di aver letto il report dell’Onu che lo riguarda e le conclusioni dei giudici, e di sentirsi pienamente riabilitato. «Dei 137 indizi riportati, non ce n’è neppure uno che possa dimostrare una mia condotta inappropriata».
Un articolo del quotidiano progressista Haaretz, ieri, sosteneva che cinque nuovi mandati di cattura contro Israele fossero stati già emessi. Circostanza però nettamente smentita dalla Corte. «Non sono stati spiccati ordini di arresto per la situazione nello Stato della Palestina», ha dichiarato la portavoce della Cpi, Oriane Maillet. «L’articolo non è preciso».
Dopo la replica, Haaretz ha corretto un po’ il tiro, scrivendo che Khan ha soltanto depositato la richiesta di cattura, e solo per Smotrich e Ben-Gvir. In realtà, una fonte qualificata a conoscenza del dossier, a Repubblica smentisce anche questa seconda circostanza. Né ordini di cattura emessi né richiesti, dunque, piuttosto un’istruttoria che pare essere agli inizi. «Si concentrerà sulle violenze dei coloni, sulle politiche del governo sul trasferimento dei cittadini ebrei nei territori occupati e l’apartheid come crimine contro l’umanità», ha riferito ad Haaretz una fonte che lavora alla Cpi.