la Repubblica, 18 maggio 2026
Tra i bersagli della squadra Fiore i vertici di Esselunga
Per screditare i vertici di Esselunga sarebbero partiti esposti anonimi indirizzati alla procura di Genova contro Francesco Moncada, marito di Marina Caprotti. Una campagna di dossieraggio che emerge ora nelle carte dell’inchiesta sulla Squadra Fiore, il gruppo di presunti ex 007 raccontato ai pm di Roma da Nunzio Samuele Calamucci, uno degli uomini chiave dello scandalo Equalize, la società milanese delle cyber-spie. È questo il filone che affianca l’indagine sull’ex numero due di Aisi e Dis, Giuseppe Del Deo, accusato di peculato.
Calamucci, interrogato il 20 gennaio 2025, descrive ai magistrati un sistema parallelo di informazioni, ricatti e relazioni costruito attorno a un gruppo radicato nella Capitale. Tra gli incarichi attribuiti alla Squadra Fiore compare quello contro Esselunga: «Al fine di screditare – annotano i carabinieri del Ros – l’erede dell’impero della grande distribuzione sarebbero stati inviati, in più occasioni, esposti anonimi alla procura di Genova sul conto del marito di Marina Caprotti», proprietaria di Esselunga. Moncada si è dimesso dal cda nel maggio 2024. Il presunto contatto tra Equalize e Squadra Fiore nasce durante il tentativo di ricatto a Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica. Nel capo d’imputazione romano in cui si accusa Calamucci di associazione per delinquere finalizzata ad accessi abusivi, diffusione di segreti d’ufficio e corruzione, la pm Alessia Natale scrive che avrebbe agito con altre due persone: «Rosario e Ciccio da identificare». Secondo l’informativa potrebbero essere Francesco Renda, ex militare, e Rosario Bonomo, ex spia. Un dettaglio emerso nell’interrogatorio riguarda il tentativo di strapparlo a Equalize. «Quel giorno al Girarrosto (a Roma, febbraio 2024, ndr) – spiega Calamucci alla pm – stava con un gruppo di 10 persone che mi presenta come componenti del gruppo Fiore. Disse che loro erano il fiore all’occhiello». Poi la proposta: «Renda (possibile esponente della Squadra Fiore, ndr) mi proponeva 15mila euro per lasciare De Marzio». Offerta che Calamucci sostiene di aver respinto.
In questa informativa compare spesso il nome di Rosario Bonomo, ex spia che gli investigatori non escludono possa far parte della Squadra Fiore, insieme ad altri uomini legati in passato all’intelligence, come Francesco Rossi e Alfonso Iantorno. Proprio attorno a loro emerge uno degli episodi ritenuti più emblematici dal Ros. Alla Banca Popolare di Bari un dirigente, Mauro Vincenzo Maria, chiede una bonifica per verificare la presenza di cimici. Ma sarebbero stati gli stessi uomini del gruppo a progettare di piazzare una microspia per poi ritrovarla davanti al cliente e accreditarsi come efficienti. Le intercettazioni registrate nell’auto di Bonomo sembrano la sceneggiatura di una commedia criminale. «Che ci sta qua?» «Una videocamera». «Perfetto, è pure datata». «La metto in un locale vicino». «Esatto io ci parlo e tu l’attacchi veloce». Frasi che raccontano un sottobosco di cyberspie, dossier anonimi e bonifiche fasulle. Abbastanza per aprire uno squarcio su una guerra di informazioni riservate.