Corriere della Sera, 18 maggio 2026
L’idea grottesca di fustigare i bulli
A Singapore i bulli responsabili degli episodi più gravi saranno fustigati con una canna di bambù. Fino a tre colpi di bastone, eseguiti da personale qualificato, saranno autorizzati dal preside in assenza di alternative risolutive possibili. Lo studente redarguito deve avere almeno 9 anni e comunque, dopo, l’istituto monitorerà il suo benessere e i suoi progressi, offrendogli anche un supporto psicologico. Le ragazzine sono esonerate, come del resto prevede il codice di procedura penale di Singapore, che vieta la fustigazione sulle donne, ma la contempla per gli autori non ancora cinquantenni di reati come la rapina o la truffa. L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef hanno già bocciato l’iniziativa della città-Stato, nonostante il ministro dell’Istruzione di Singapore, Desmond Lee, abbia assicurato che la fustigazione a scuola sarà applicata soltanto ai casi estremi e con protocolli rigorosi. La sorpresa, però, arriva dall’Italia. Il portale Skuola.net ha fatto un sondaggio coinvolgendo oltre mille studenti della sua comunità. Ha chiesto se fossero d’accordo con l’iniziativa asiatica e la metà dei votanti ha risposto di sì: «Una punizione del genere ci vorrebbe anche in Italia». L’altra metà si è schierata sul no, argomentandolo con posizioni più ragionevoli. Una su tutte: la violenza non si cura con la violenza. La stretta educativa di Singapore a suon di colpi di canne di bambù è di per sé grottesca, e su questo c’è poco da aggiungere. Ma il fatto che il cinquanta per cento dei ragazzi interpellati da Skuola.net pensi che servirebbe anche da noi dovrebbe far riflettere. E non per concluderne una deriva fascista dei nostri studenti. Semmai per riconoscere l’esasperazione di chi non si sente più sicuro nemmeno tra i banchi di scuola, di chi assiste impotente al ripetersi di episodi di violenza con varie gradazioni, di chi osserva che le cosiddette punizioni «esemplari» si traducono in una sospensione che il più delle volte diventa una vacanza extra per il bullo. Dove stiamo sbagliando? Per il pedagogista Daniele Novara il bullismo è figlio del fatto che a scuola non si insegni a gestire il conflitto. Intanto a Roma, a Trastevere, il 20 e il 21 maggio tornerà la Maratona Bullismo, con attività, incontri e testimonianze in piazza Mastai, che per l’occasione diventa la «Piazza del Rispetto». Speriamo aiuti.