Corriere della Sera, 18 maggio 2026
Permessi di soggiorno, duello Lega-FI
«Se importi il Terzo Mondo, diventi Terzo Mondo». Roberto Vannacci dice quel che ci si sarebbe attesi da lui. Matteo Salvini parla della «revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati gravi».
Ma nel farlo, entrambi si trovano su un versante diverso. Non solo da quello del centrosinistra, in cui ricorre la parola «sciacallaggio», ma anche da quello degli alleati. La premier Giorgia Meloni è andata a trovare i feriti con il presidente Sergio Mattarella e da tutta la coalizione i toni sono moderati. Con la sola eccezione di Galeazzo Bignami, il capogruppo alla Camera, spesso l’anima più sanguigna di FdI: «Non è un italiano, ma un immigrato di seconda generazione. Certo che è un folle, ma deve pagare a casa sua. Che per quanto mi riguarda non è l’Italia ma il Marocco». Ma in diversi fanno notare che il permesso di soggiorno «a punti» con la tragica vicenda di Modena c’entri poco. Per esempio, il vicepremier Antonio Tajani ricorda: «Chi è stato protagonista dell’evento di Modena non aveva un permesso di soggiorno, è un cittadino italiano». Sempre da Forza Italia, Maurizio Gasparri ricorda: «Sollecito, come Tajani, il conferimento di un riconoscimento a Luca Signorelli e alle altre persone che hanno, con un grave rischio personale, fermato l’uomo che ha creato una devastazione gravissima». Mentre Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, dice: «Le istituzioni e la politica devono reagire con unità, fermezza e determinazione. Senza cedere alla paura e senza cadere in facili reazioni istintive». Il ministro Zangrillo invita alla calma: «Non si prendono decisioni sull’onda dell’emotività. C’è un problema di sicurezza reale, ma senza decisioni affrettate».
Salvini, dalla scuola di formazione politica, corregge il tiro. Ma non del tutto: «È già in discussione alla Camera una proposta di legge per la revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati». Che vale «sia per il permesso di soggiorno che per la cittadinanza data a stranieri che hanno una doppia cittadinanza. La cittadinanza non può essere a vita». Mentre Vannacci tuona: «La smettano anche i giustificazionisti. Le dinamiche sociali e ideologiche valgono sempre o solo quando fa comodo? Se una donna viene uccisa, si parla subito di patriarcato. Se una vittima è straniera o nera, si parla immediatamente di odio razziale e clima culturale». Oppure, dice, «restano solo i problemi psicologici».
Le opposizioni sono durissime. Con l’eccezione del M5S: «Se dobbiamo aprire un tavolo con tutti facciamolo su questo – dice il vicepresidente Stefano Patuanelli —. La sicurezza e anche l’immigrazione non possono continuare a essere bandiere da sventolare in campagna elettorale». Mentre per Carlo Calenda, che già aveva parlato di «sciacalli», «il fatto che Salvini proponga la revoca del permesso di soggiorno dopo un grave evento e non l’abbia mai realizzato negli anni al governo dimostra la pochezza del soggetto». Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia accusa la Lega di «uso strumentale di episodi drammatici per alimentare paura». Da Avs, Angelo Bonelli dice che «Salvini torna a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare una tragedia in un bancomat elettorale». Riccardo Magi (+Europa): «La sudicia speculazione di Salvini è il segnale che è disperato e cerca di nascondere il fallimento sulla sicurezza».