Corriere della Sera, 18 maggio 2026
Mattarella e Meloni dai feriti di Modena
Le parole giuste le ha trovate il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale che ha parlato di «una visita affettuosa» e di «un segnale delle istituzioni» a tutta la comunità. E questo era probabilmente l’intento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, due giorni fa, a poche ore dai fatti di Modena aveva già deciso di visitare i feriti e i loro famigliari. Ieri mattina, accompagnato dalla premier Giorgia Meloni, è arrivato in aereo a Bologna e ha visitato gli ospedali con i feriti più gravi, quello di Baggiovara a Modena e poi l’ospedale Maggiore nel capoluogo della Regione.
In entrambi gli appuntamenti c’erano giornalisti e fotografi, ma il capo dello Stato e la premier hanno voluto un incontro privato con i feriti che erano in condizioni di poter essere visitati, con i loro famigliari e soprattutto con i soccorritori. Agli incontri, oltre ai sindaci delle due città coinvolte, Massimo Mezzetti e Matteo Lepore, ha partecipato anche il presidente de Pascale, che ha parlato non solo di incontro affettuoso, ma anche di un momento commovente. «È chiaro che sono tutti molto scossi, però tutti hanno apprezzato questa visita e questo segnale delle istituzioni», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna.
Il capo dello Stato, nella sua visita a Modena, conversando con i soccorritori ha detto che c’è stata «una prova di integrazione di diversi comportamenti, numerosi, ma tutti perfettamente integrati e coordinati». E poi a Bologna, incontrando i medici che assistono i feriti di Modena, il personale del 118 e i familiari presenti all’ospedale ha ringraziato il personale ospedaliero e si è congratulato per «l’immediatezza dei soccorsi» e il «coordinamento tra ospedali».
La vita della Repubblica è scandita da segni, gesti e simboli e nella visita di Mattarella e nelle sue poche e misurate parole c’era tutto quello che una comunità voleva sentire, una comunità che negli ultimi anni si è abituata purtroppo al dolore, tra alluvioni e terremoti.
Nella tappa modenese, Mattarella e Meloni hanno anche incontrato Luca Signorelli, l’uomo che con grande coraggio ha fermato Salim El Koudri, che a folle velocità aveva investito i pedoni a Modena lasciando per terra quattro feriti gravi. «È stato importante» gli ha detto il presidente della Repubblica e Meloni prima di abbracciarlo ha aggiunto: «È stato un esempio grandioso». Anche Signorelli, insieme ai cittadini egiziani che hanno fermato l’uomo, rappresenta la comunità, quella che non si è voltata dall’altra parte. Nel gruppo di eroi per caso che ha fermato El Koudri c’era anche Fabrizio Gallanza, arredatore residente in provincia di Modena: anche lui ieri ha incontrato Mattarella.
La premier Meloni non ha voluto aggiungere parole alla visita ai due ospedali, ma ha fatto un’eccezione per ringraziare Signorelli: «Ciò che rende eroica una persona normale – ha scritto sui social – è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca».
Da oggi la battaglia continua negli ospedali, e fuori, dove ci sono le famiglie dei feriti che aspettano notizie confortanti, ma la carezza delle istituzioni ha fatto bene a Modena e a Bologna, due città mai così vicine come oggi nella battaglia comune per salvare le persone innocenti rimaste sulla strada dopo un gesto di follia.