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 2026  maggio 16 Sabato calendario

Nasce la Norimberga di Putin

Trentasei Paesi hanno deciso di sostenere e di partecipare attivamente alla creazione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, istituito nell’ambito del Consiglio d’Europa. Il via libera a quella che nelle intenzioni dei promotori potrebbe trasformarsi nella “Norimberga di Putin” è arrivato ieri a Chisinau, in Moldavia, dove i ministri degli Esteri degli Stati membri del Consiglio hanno approvato una risoluzione sul Tribunale.
Non tutti i 46 Paesi che fanno parte dell’organizzazione che promuove i diritti umani hanno sottoscritto il documento. C’è l’Italia e c’è anche l’Unione europea, ma non ci sono tutti i suoi Stati membri. Dall’elenco mancano infatti Malta, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. L’assenza di Budapest potrebbe essere legata alla transizione in corso tra il vecchio governo di Viktor Orban e quello di Peter Magyar, ma non è ancora chiaro se il nuovo esecutivo si unirà al progetto in un secondo momento.
I membri del Consiglio d’Europa che non hanno firmato la risoluzione sono: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia.
Tra i Paesi extra-Ue che hanno espresso il loro sostegno alla risoluzione ci sono invece Andorra, Islanda, Liechtenstein, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, San Marino, Svizzera e Regno Unito, oltre ovviamente all’Ucraina. Hanno inoltre manifestato la loro intenzione di sostenere il Tribunale anche due Paesi che non fanno parte del Consiglio d’Europa: Australia e Costa Rica, mentre gli Stati Uniti – che pure avevano partecipato ai lavori preparatori – non rientrano tra i promotori.
«Questi Stati hanno compiuto un passo decisivo verso l’effettiva istituzione del Tribunale speciale e il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione contro l’Ucraina» ha commentato Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa. «Il Tribunale speciale – ha aggiunto – rappresenta giustizia e speranza. Ora occorre agire per dare seguito a questo impegno politico, garantendo il funzionamento e il finanziamento del Tribunale».
Berset ha invitato i governi a portare a termine le procedure nazionali per unirsi al Tribunale speciale il prima possibile, in modo che questo possa indagare e perseguire i responsabili del crimine di aggressione commesso contro l’Ucraina. «Le fondamenta morali dell’Europa e del mondo saranno ripristinate solo quando il crimine di aggressione contro l’Ucraina sarà punito – ha commentato il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha –. Non è una questione del passato. È una questione del futuro. Si tratta di ripristinare uno spazio comune di verità, giustizia e fiducia».
Il Tribunale, pensato per coprire un’area sulla quale la Corte penale internazionale non ha giurisdizione, avrà il compito di perseguire i leader politici e militari russi che si sono resi responsabili del crimine di aggressione in Ucraina. Giudicherà i singoli individui e non la Russia in quanto Stato e servirà per colmare il vuoto giuridico legato al fatto che la Corte penale internazionale ha competenza per i crimini di guerra e per i crimini contro l’umanità, ma non per il crimine di aggressione. Se le responsabilità dovessero essere accertate, sul banco degli imputati potrebbero “potenzialmente” finire anche cittadini bielorussi e della Corea del Nord, secondo il Consiglio d’Europa. Per quanto riguarda l’imputazione dei massimi vertici dello Stato, il Consiglio spiega che «esistono chiari ostacoli legali, politici e pratici, in particolare l’immunità dei capi di Stato, dei capi di governo e dei ministri degli Esteri in carica e le difficoltà nell’ottenere la custodia fisica dei potenziali imputati. Tuttavia, il diritto internazionale è in evoluzione e l’immunità personale non è una “carta bianca” per l’impunità. I “membri della Troika” potrebbero essere processati davanti al Tribunale speciale solo se non fossero più al potere o se la loro immunità fosse stata revocata». Nel frattempo, però, «si possono svolgere indagini e raccogliere prove, si possono preparare atti d’accusa e un organo giudiziario sarà pronto a perseguire e processare le persone coinvolte, se e quando le circostanze lo consentiranno». Sarà anche possibile processare gli imputati in contumacia.
Il Tribunale – per il quale la Commissione europea ha stanziato 10 milioni di euro – è uno dei tre pezzi del puzzle che compongono il piano adottato dal Consiglio d’Europa. Gli altri sono il Registro dei danni e la Commissione internazionale per i reclami dell’Ucraina. Il primo, istituito nel maggio del 2023, è sostenuto da 44 Stati e dall’Unione europea: registra le denunce per diciotto categorie di reati, come lesioni gravi, privazione della libertà, violenza sessuale, perdita della casa o deportazione dei minori. A oggi ha già ricevuto 150 mila denunce, che poi la Commissione per i reclami dovrà esaminare.