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 2026  maggio 17 Domenica calendario

Un’intervista di Mel Gibson ha fatto raddoppiare le vendite di ivermectina

“Ti racconterò una buona storia. Avevo tre amici malati di cancro allo stadio 4. Ora sono guariti”. L’attore Mel Gibson sa come ottenere la suspense del pubblico. Il conduttore del podcast “Joe Rogan Experience” è ansioso di sapere come, anche se anticipa già la risposta. “Ivermectina” risponde Gibson. “Ivermectina e benzimidazolo”.
Il primo farmaco è usato nei cavalli per eliminare i vermi intestinali, ma è approvato anche per uso umano. Durante la pandemia fu promosso dai social come cura fai da te per il Covid. I casi di sovradosaggio nei pronto soccorso americani aumentarono durante i primi anni della pandemia. Il secondo è usato solo in ambito veterinario, fra l’altro come anestetico. “C’è sempre di mezzo il profitto” demonizza Rogan. “Ci sono cure efficaci che non vengono usate perché non generano profitto”.
Il podcast video è stato pubblicato il 9 gennaio 2025. Nei primi sei mesi ha avuto 60 milioni di spettatori negli Stati Uniti e ha fatto aumentare del 99,5% le vendite dei due farmaci.
Prescrizioni raddoppiate
Il problema delle false informazioni mediche diffuse dai social sta diventando talmente grave da spingere la rivista Jama Network Open a occuparsene, con uno studio che ha confrontato il consumo dei due farmaci pubblicizzati da Gibson prima e dopo lo show.
“Le prescrizioni di ivermectina e benzimidazolo sono raddoppiate tra il primo gennaio e il 31 luglio 2025 rispetto agli stessi mesi del 2024” scrive allarmata la rivista. Li hanno assunti 4 persone ogni 100mila negli Usa (e altrettanti medici, evidentemente, glieli hanno prescritti).
La coppia di farmaci, spiega Jama, ha mostrato una certa attività antitumorale nelle cellule in vitro e nelle cavie. Il National Cancer Institute americano ha annunciato di avere in programma studi più approfonditi.
Prima di essere somministrato agli esseri umani, anche solo in via sperimentale, ogni nuovo medicinale deve però superare dei test di tossicità. La combinazione di ivermectina e benzimidazolo non lo ha mai fatto, almeno non in laboratori scientifici che ragionano in base ai dati e non alle “buone storie”.
La rinuncia alle cure ufficiali
Analizzando i pazienti che hanno ricevuto la prescrizione dei due farmaci, Jama osserva che sono soprattutto malati di cancro (qui la pubblicazione del podcast ha portato a un aumento di due volte e mezzo delle prescrizioni), bianchi, maschi e abitanti del sud degli Stati Uniti. Anche se non in modo preciso, questi criteri potrebbero combaciare con il bacino di pubblico del podcast di Joe Rogan.
“Il tasso elevato di prescrizioni fra i pazienti con il cancro è molto preoccupante” scrivono gli autori di Jama, coordinati dall’esperta di salute pubblica dell’ateneo Virginia Tech Michelle Rockwell, che si era occupata dell’ivermectina già ai tempi del Covid.
“Persone che fronteggiano malattie potenzialmente mortali rischiano di rinunciare ai trattamenti convenzionali, sostituendoli con terapie non confermate, che potrebbero permettere alla loro malattia di progredire”.
"Questa roba funziona”
Un sondaggio condotto dal Pew Research Center negli Stati Uniti e citato dal New York Times ha osservato che metà degli adulti sotto ai 50 anni segue i consigli di salute e benessere di influencer che non hanno una formazione sull’argomento.
Gibson è uno di questi, con il suo “this stuff works, man”: questa roba funziona ripetuto durante lo show. “Non credo che esista qualcosa, fra i mali che affliggono l’umanità, che non abbia una cura naturale” ha detto ancora a Joe Rogan. “Deve esserci qualcosa, ha senso che sia così. Non posso provarlo, ma credo proprio che ci debba essere qualcosa che cura le cose”.