repubblica.it, 17 maggio 2026
Il progetto di governare un’isola con l’IA dei grandi della Storia
Un’isola deserta, guidata da Winston Churchill, il premier che condusse la Gran Bretagna alla vittoria nella Seconda guerra mondiale, e Eleanor Roosevelt, la First Lady americana, che tanto si batté per i diritti delle donne. Insieme all’imperatore romano Marco Aurelio e al leader della lotta all’apartheid in Sudafrica Nelson Mandela. Aiutati nell’impresa anche dallo stratega militare cinese Sun Tzu, dal genio artistico e ingegneristico di Leonardo da Vinci, dall’intuito economico del primo ministro delle finanze americano Alexander Hamilton. E dall’aspirazione pacifista del Mahatma Gandhi. No, non è una versione fantastorica dell’isola dei Famosi. Ma il sogno utopico di un imprenditore tecnologico americano, Dan Thomson.
Il miliardario un anno fa ha comprato un’isoletta parte dell’arcipelago filippino di Palawan, ribattezandola Sensay, come la sua azienda di Intelligenza artificiale. E qui sta cercando di creare una micronazione governata da Bot: guidati, appunto, dall’IA, e ispirati a grandi personaggi della Storia. L’isola è un luogo incantato, dalle spiagge immacolate bagnate da un mare verde smeraldo. Ed è, a ora, disabitata: se si esclude Mike, che è il suo guardiano. Ebbene, da quando Thomson ha annunciato le sue intenzioni, già 12mila persone hanno fatto richiesta di cittadinanza sull’isola che per ora non c’è: e non ci sarà. Nel senso che Sensay non ha alcuno statuto giuridico e allo stato attuale resta solo un esperimento sulla carta, che nelle aspirazioni del suo fondatore inizierà l’anno prossimo.
Chi ci abiterà
Di sicuro non potrà ospitare tutti i suoi nuovi cittadini: perlomeno, non tutti insieme. Thomson, infatti, spera che un domani diventi una tappa alternativa per i turisti che fanno attività subacquee e si spostano tra le isole di quell’arcipelago. Ospitando solo pochi residenti permanenti. C’è spazio, infatti, «per costruire una trentina di case. Poche, ma non pochissime». Qui, la leadership dell’isola, guidata dall’Intelligenza artificiale, proverà a governare in quello che, nelle intenzioni del fondatore, è un mondo senza lobby, interessi personali o motivazioni egoistiche. L’approccio dei singoli Bot-amministratori basato esclusivamente sulle loro caratteristiche storiche.
Problemi legali
I problemi non mancano. Intanto, Sensay non ha alcuna speranza di ottenere il riconoscimento legale di nazione, e resterà sempre poco più di un giochino. E poi accostare figure storiche, sia pur eccellenti nella loro realtà passata, non vuol affatto dire trasformare l’isola in un luogo utopico. Lo ha ammesso lo stesso Thomson, parlandone con Cnn: “Per la loro natura intrinseca, i Bot a un certo punto potrebbero prendere delle decisioni eccessive. Decidere che per i loro standard l’isola è in pericolo, acquistare armi e cercare di attaccare le isole vicine, determinando la necessità di un intervento umano” per spegnerne, letteralmente, gli ardori.
Un’eventualità che lui, certo, definisce estremamente improbabile: ma che comunque contiene uno dei problemi fondamentali dell’IA operante nello spazio fisico. Implementato per gestire risorse infrastrutturali o sicurezza, un consiglio di Bot modellato su figure storiche potrebbe infatti interpretare gli obiettivi in modi non in linea con gli intenti o l’etica degli esseri umani. C’è, poi, un ulteriore problema. Il consiglio di Sensay è progettato per emulare leader storici, certo. Ma i modelli possono subire deviazioni e interferenze se esposti a interazioni prolungate tra loro senza supervisione umana. Lo dimostra un recente esperimento di Emergence AI: dopo 15 giorni di autonomia, i Bot instauravano relazioni imprevedibili, innescavano conflitti virtuali e si autoeliminavano. Dinamiche simili potrebbero emergere anche a Sensay se il consiglio di IA si trovasse a gestire tutte le decisioni di un governo reale senza confrontarsi con esseri umani.