repubblica.it, 17 maggio 2026
La Mercedes pronta a entrare nel settore della Difesa
Mercedes-Benz sta valutando l’ipotesi di partecipare al riarmo tedesco. L’amministratore delegato Ola Kaellenius ha dichiarato al Wall Street Journal che “il mondo è diventato un luogo più imprevedibile e penso che sia assolutamente chiaro che l’Europa debba migliorare il suo profilo difensivo”. Se Mercedes potesse assumere un ruolo positivo nell’ambito della difesa “saremmo contenti di farlo”.
Lo storico marchio tedesco sta subendo un’emorragia impressionante di vendite e profitti. E dopo che Volkswagen – altro gigante in crisi della patria dell’automotive – ha fatto sapere di aver avviato trattative con aziende israeliane per contribuire al sistema difensivo Iron Dome, anche la stella a tre punte sta valutando dunque l’ingresso nel settore della difesa.
Mercedes ha già una controllata che produce veicoli militari. Ma secondo Kaellenius l’esperienza da produttore su ampia scala potrebbe essere utile per inserirsi direttamente nel settore. “Ciò che le aziende automobilistiche fanno straordinariamente bene – e in questo siamo bravi – è costruire macchine di precisione ad alta qualità in grandi quantità”. La produzione di veicoli militari, per ora, resterebbe “una nicchia” nella produzione complessiva del colosso dell’auto, ma in futuro “vedremo”, ha aggiunto.
Intanto si infittisce il giallo attorno al produttore di Leopard e altri carri armati Knds. L’azienda franco-tedesca, nata da un’alleanza tra l’impresa familiare monacense Krauss-Maffel e l’impresa statale parigina Nexter, ha fatto sapere da tempo di volersi quotare in borsa per fondere l’azienda ancora operativamente divisa tra Germania e Francia. I vertici di Knds sono convinti che il controllo statale della nuova holding dovrebbe continuare a essere garantito, ma a Berlino i ministeri continuano a litigare sulla quota da rilevare prima dell’Ipo (si parla di una quota del 30-40%).
Il governo Merz, secondo alcuni media tedeschi, avrebbe chiesto ai proprietari di rimandare il listing, ma venerdì il ceo di Knds, Jean-Paul Alary ha respinto ufficialmente la richiesta. E la dichiarazione di guerra a Berlino suona così: alla luce delle “speculazioni” su un possibile rinvio della quotazione in Borsa, l’azienda fa sapere che “i preparativi vanno avanti secondo i piani”.
La convocazione della Nato
Intanto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, attende a Bruxelles nei prossimi giorni i vertici delle principali aziende europee della difesa. Obiettivo della convocazione, secondo il Financial Times: sollecitare nuovi investimenti e un rapido aumento della produzione militare in vista del vertice dell’Alleanza atlantica in programma a luglio ad Ankara. Rafforzare le capacità militari europee serve al contempo a ridurre la dipendenza europea dagli Stati Uniti e a rispondere alle pressioni di Donald Trump che ha chiesto a più riprese un maggiore impegno finanziario degli alleati.