la Repubblica, 16 maggio 2026
Spariti otto milioni dei Servizi, l’ex 007: “Li ha rubati Del Deo”
«Rischia che lo fanno fuori comunque. No, ma lo fanno proprio fuori, fisicamente». È il passaggio più inquietante delle conversazioni intercettate tra gli ex 007 Rosario Bonomo e Francesco Rossi, registrate il 10 gennaio 2025. Al centro dei dialoghi c’è Giuseppe Del Deo, ex numero due dei servizi segreti: Bonomo collega il pericolo alle «cattiverie» che Del Deo avrebbe fatto «a tanta gente» e, parlando con Rossi, tira in ballo anche milioni di euro spariti dai fondi dell’intelligence. «Ci sono 7-8 milioni che non se sanno che fine hanno fatto», dice. «Eh ma Del Deo è quello che l’ha rubati», replica l’altro ex agente. Ed è proprio sui flussi di denaro che si concentra l’inchiesta della procura di Roma sul presunto affidamento milionario truccato della società Sind a favore dell’Aisi nel 2023. Nuovi dettagli emergono dall’informativa depositata al Riesame nell’ambito dell’inchiesta che vede Del Deo e tre manager accusati di peculato.
Ma nelle stesse intercettazioni emerge anche il fronte politico. Del Deo, infatti, non avrebbe mai digerito la scelta di Giorgia Meloni di nominare Vittorio Rizzi a capo del Dis, il dipartimento che coordina l’intelligence italiana. Una decisione che avrebbe aperto una frattura profonda con Palazzo Chigi. Gli investigatori annotano infatti un’altra conversazione tra Bonomo e Rossi secondo cui Del Deo, «avvisato della scelta governativa su Rizzi, quale direttore del Dis, avrebbe tacciato di ingratitudine la premier».
Dentro questo intreccio di affidamenti, relazioni personali e denaro, le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfanti, insieme alla collega della Dna Barbara Sargenti, hanno acceso i riflettori anche su un altro episodio: i lavori effettuati dalla Sind nel 2021 per mettere in sicurezza le abitazioni di Elisabetta Belloni, allora direttrice del Dis.
Per questo motivo Lorenzo Forina, ad di Maticmind dall’agosto 2024 – il gruppo che controlla Sind – viene sentito dai magistrati: «Io ho fatto fare verifiche su questa fattura (lavori a casa di Belloni, ndr) ed in effetti ho rilevato elementi di incongruità, in particolare sul valore del cablaggio che era di circa 40 mila euro del tutto irragionevole per una abitazione privata». Poi aggiunge: «C’erano anche tanti altri profili di incongruenza».
Quali siano questi profili, però, non è dato sapere. Le sommarie informazioni rese da Forina risultano infatti omissate. Quei lavori sarebbero stati gestiti proprio da Del Deo che, dopo la pubblicazione di un articolo del Domani nel febbraio 2026, chiama un’arrabbiatissima Belloni, non indagata. «Ma lui (Emiliano Fittipaldi, ndr) dice che i miei lavori sono cose che non sono state fatte», domanda Belloni. «No, ma questo non è vero», la rassicura Del Deo. «Staremo a vedere, che ti devo dì», ribatte. «Vediamo più avanti», chiude l’ex numero due dell’Aisi.
Ma è anche attorno alla sede di via in Arcione che gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete di relazioni costruita negli anni da Del Deo. Un luogo considerato blindato, fuori dai normali circuiti operativi, dove secondo una delle sue segretarie – sentita in procura – transitavano informazioni economiche sensibili, dossier e interlocutori di primo livello.
«La sede di Via in Arcione la usava solo Del Deo. Li si svolgevano gli incontri più sensibili. Incontrava esponenti del governo, imprenditori, fonti, giornalisti. Le tematiche riguardavano acquisizione di banche o operazioni societarie. Al reparto giungevano le intercettazioni di vari reparti ma prevalentemente dal reparto economico. Lo scopo degli incontri era quello di verificare la corrispondenza tra il contenuto delle informazioni e le determinazioni degli ad. Noi facevamo una relazione. Agli incontri con esponenti politici non partecipavamo. Il flusso informativo arrivava su pc protetti che non tutti i reparti avevano».
Non è chiaro quali intercettazioni transitassero in quella sede né con chi venissero condivise. Tuttavia, l’informativa dei carabinieri del Ros si apre con una premessa destinata a proiettare l’indagine ben oltre il singolo appalto: «Sono emersi rilevanti elementi indiziari, indicativi della verosimile esistenza di un complicato intreccio tra Equalize – Squadra Fiore – Del Deo». Un possibile asse tra pezzi dell’ex intelligence e agenzie investigative private finite sotto inchiesta a Milano e Roma per attività di dossieraggio e spionaggio ai danni di aziende e cittadini.
“Giuseppe Del Deo – spiega il suo avvocato, Lodovico Mangiarotti – precisa che in generale tutte le attività da lui svolte sono inserite all’interno di un percorso autorizzativo e di verifica ben definito, e riguardano tutte attività istituzionali. Tutto ciò, quindi, anche avendo riguardo alle attività descritte nell’informativa.
In particolare, quanto alla circostanza che emergerebbe dal contenuto di una conversazione telefonica intercorsa tra i signori Rosario Bonomo e Francesco Rossi, secondo la quale Del Deo avrebbe sottratto “otto milioni di euro” dai fondi di pertinenza dell’Aisi, tale circostanza non corrisponde al vero, e appartiene alle farneticazioni di due soggetti, uno estraneo all’agenzia di sicurezza, l’altro ex appartenente all’Aisi uscitone da quasi una decina d’anni”.
E ancora, sottolinea il penalista: “La macroscopica falsità del contenuto della conversazione – precisa Mangiarotti – riportata nell’informativa è facilmente accertabile da parte dell’organo inquirente, che in questo senso certamente si muoverà, si auspica con estrema celerità”.
Infine, sostiene sempre il legale di Del Deo “quanto al presunto coinvolgimento del mio assisstito nelle inchieste note come “Equalize” e “squadra Fiore”, va ribadita con estrema fermezza la totale estraneità di Giuseppe Del Deo da tali indagini. Egli – conclude Mangiarotti – non ha mai avuto alcun rapporto, né personale né di servizio, con le persone e le realtà coinvolte nelle inchieste Equalize e squadra Fiore”.
“Del Deo ribadisce di non conoscere alcuno degli indagati in tali indagini, i cui nominativi ha appreso dalla stampa, ad eccezione del signor Rosario Bonomo, con il quale non ha più rapporti da circa dieci anni, ovvero da quando questi è uscito dall’Aisi”.