Corriere della Sera, 17 maggio 2026
I tassisti italiani e il reddito di 19 mila euro lordi l’anno
Un tassista dichiara in media 18.983 euro lordi l’anno, in pratica svolge un’attività che rende circa 1.582 euro lordi al mese. Viene da chiedersi quale sia il guadagno netto, una volta sottratti i costi relativi a carburante, assicurazione, manutenzioni del veicolo e le altre voci che gravano sulla gestione di un’auto. A spanne il lavoro di tassista sembra assicurare poco più di un migliaio di euro al mese, rendendo arduo giustificare il perché la categoria sia tanto corporativa e irremovibile nel difendere un mestiere poco redditizio. In alcune città va meglio di altre, ma al Sud il guadagno lordo medio spesso scende sotto i mille euro al mese. Se a Firenze i tassisti dichiarano in media 25.606 euro lordi l’anno, a Milano la media è 23.741 euro, a Bologna 19.399 euro e a Roma 16.983 euro. Nel Meridione però i redditi dichiarati scendono, con una media di 12.900 euro annui a Palermo e di 11.236 euro a Napoli. Le cifre sono contenute in un’analisi del Sole 24 Ore, elaborata sulla base dei dati in possesso del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Dall’analisi emerge che i redditi dei tassisti nel periodo dal 2017 al 2024 sono aumentati di poco e lentamente, anche se va precisato che le dichiarazioni del 2024 sono ancora parziali. Ma quelle del 2023 quasi definitive restituiscono una sintesi dei guadagni della categoria che, in base all’ultimo codice Ateco adottato, include le forme giuridiche attraverso le quali svolgere l’attività: persona fisica, cooperativa, società di capitali e forfettario.
A fronte di dichiarazioni con reddito mensile lordo di 1.582 euro persiste il mercato delle licenze taxi, che a Milano e Roma propone su siti come Subito l’acquisto del titolo rilasciato dai Comuni a prezzi che variano da 150 mila a 200 mila euro. Il valore delle licenze tiene grazie al meccanismo del numero chiuso, che spiega la ferma contrarietà della categoria alla liberalizzazione dell’attività. E anche quando vengono assegnate nuove licenze tramite bando, come a Roma con circa 1.000 taxi in più, i ricorsi al Tar e le carte bollate confermano quanto sia dirompente mettere mano al settore.