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 2026  maggio 17 Domenica calendario

A vuoto un colloquio su tre: non si presentano candidati

Salta quasi un colloquio su tre perché non si presenta nessuno. A fare fatica a trovare lavoratori sono soprattutto le piccole imprese secondo uno studio della Cgia, che ha analizzato la serie storica dei risultati delle interviste realizzate agli imprenditori italiani da Unioncamere e dal ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema informativo Excelsior. Nel 2017 le assunzioni andate a vuoto per mancanza di candidati erano poco meno di 400 mila. Nel 2025, invece, questo è avvenuto in un milione e 750 mila casi, con picchi che hanno toccato il 39 per cento nelle costruzioni, il 35,2 nel legno-mobile e poco meno del 35 per cento tra le aziende multiutility. Nel 2025 a fronte di 5,8 milioni di assunzioni previste, 2,7 milioni di lavoratori sono risultati difficili da reperire. Le regioni dove si fa più fatica a trovare il personale per mancanza di candidati sono: Valle d’Aosta che nel 2025 ha visto fallire la selezione nel 39,5 per cento dei casi, Trentino-Alto Adige (39 per cento), Friuli-Venezia Giulia (37,4 per cento), Veneto (33,5 per cento) ed Emilia-Romagna (33 per cento). La meno in difficoltà risulta la Puglia con 25 casi su 100. Tra le cinque regioni d’Italia più in difficoltà, ben quattro si trovano nel Nord Est. Mettendo a confronto le province, quella più in difficoltà è Trento che nel 2025 ha visto andare a «vuoto» il 40 per cento delle selezioni di lavoro. Seguono Aosta con il 39,5, Udine con il 39,1, Bolzano con il 38,1 e Belluno con il 37,7 per cento.

Il problema non è nuovo. Secondo i dati dell’ultimo report del Cnel e di Unioncamere, le imprese fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate in 46 casi su 100. Le micro e piccole imprese, che costituiscono oltre l’85 per cento del tessuto produttivo, sono quelle che soffrono di più questa difficoltà. Le grandi imprese, grazie a stipendi più competitivi, maggior capacità di attrarre e strumenti di selezione più strutturati, hanno livelli di difficoltà più contenuti (28 per cento). Secondo Cnel e Unioncamere un’impresa impiega almeno quattro o cinque mesi per trovare le competenze di cui ha bisogno. Una tempistica che evidenzia la natura strutturale del disallineamento.